cerca

PAURA ALLA STAZIONE CENTRALE

Due militari e un poliziotto accoltellati a Milano, l'aggressione ripresa dalle telecamere

L'aggressore aveva postato un video dell'Isis su Facebook: "Il più bell'inno mai sentito in vita mia"

Il più bell'inno dell'Isis che abbia mai sentito in vita mia". Così il 24 settembre scorso Ismail Hosni, il giovane italo - tunisino che ieri ha accoltellato tre militari in stazione centrale a Milano, commentava un video inneggiante all'Isis postato sul suo profilo Facebook.

Il giovane è figlio di un tunisino e di una italiana e, a quanto dichiarato da lui stesso, è stato in Tunisia fino al 2015, per poi tornare in Italia. Bivacca da qualche tempo nello scalo milanese, è una sorta di nomade che vive in macchina nella periferia della città, come riferito dal Questore Marcello Cardona, ed è stato arrestato a novembre dalla Polfer per spaccio di droga. La dirigente della Polfer Lombardia, Maria Cervellini, si è complimentata per le modalità dell'operazione: "Il soggetto è stato fermato e ammanettato in 8 secondi - ha detto parlando di ieri sera -. Gli agenti sono stati molto bravi anche se feriti in maniera non superficiale".

Le indagini sono state affidate ad Alberto Nobili, pm della procura di Milano che coordina il dipartimento anti terrorismo, e al pm Ripamonti. Deciso a proseguire il cammino intrapreso, per una Milano "aperta e solidale", il sindaco Giuseppe Sala: "Vedo alcuni che chiedono l'annullamento della marcia e ripenso a quanti erano in coda per rubare un selfie con il Papa nel corso della sua visita a Milano, salvo dimenticarsi all'istante l'insegnamento del Santo Padre. Forse un po' di coerenza non guasterebbe - ha commentato, ribadendo che - il criminale che ha accoltellato gli uomini delle forze dell'ordine è figlio di madre italiana e di padre nordafricano ed è italiano a tutti gli effetti. Ciò nonostante a qualcuno fa comodo buttare questo atto sul conto dei migranti".

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500