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CLANDESTINI A BORDO

Immigrazione, così le intercettazioni hanno incastrato la ong tedesca

"Allora noi ci predisponiamo prima che sia tutto pulito e in ogni caso non diamo alcuna fotografia dove in qualche modo si possano vedere persone che potrebbero venire identificate, non c'è motivo, a questo non contribuiamo". Questa una parte del dialogo di alcuni membri dell'equipaggio della Nave Iuventa, della Ong tedesca Jugend rettet, sequestrata nel porto di Lampedusa nell'ambito di un'indagine per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Emerge l'intenzione di non dare alle autorità italiane fotografie dei salvataggi in mare e di prepararsi per sapere quello che si può e non si può fare con esperti di diritto marittimo, penale e internazionale.

Il personale della Ong, poi, si lascia andare a considerazioni sulle operazioni di salvataggio: "Se oggi affondi una o due barche - dicono - domani non arrivano più". "Non capisco la questione di dover appoggiare le indagini - prosegue uno di loro - questo non è (il nostro) compito, non ha a che fare con il salvataggio in mare e se tu fai delle foto e le metti a disposizione allora appoggi questo".

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