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Roma, Boldrini, i partigiani e i rifiuti. Parco della Resistenza nel degrado

Vestiti e bottiglie vuote sull’erba e barboni sulle panchine

È indignata, Laura Boldrini. La presidente della Camera, che ieri ha visitato il museo di via Tasso, ha incontrato lì alcune partigiane che le hanno riferito come il monumento che ricorda le donne cadute durante la Resistenza nell’omonimo parco del quartiere Testaccio, a due passi da Porta San Paolo, sia vittima del degrado.«Mi dicevano alcune partigiane che non si può neanche accedere al monumento perché è pieno di rifiuti, quindi mi chiedevano di poterlo segnalare all'amministrazione capitolina», ha spiegato ai cronisti. «È un monumento che ha un significato storico e dovrebbe essere accessibile a tutti e custodito con una certa cura»,ha aggiunto. E ha concluso: "Scriverò alla sindaca".

Abbiamo fatto un giro per il parco e anche nelle zone limitrofe. Sotto la lastra intitolata "alle donne di Roma che, unite ai soldati e al popolo nei giorni del pericolo estremo e dell’intrepida resistenza difesero la città e la patria..." c’erano solo un paio di bottiglie vuote. Gli altri monumenti del parco erano puliti e senza alcun segno di sporcizia nei pressi. Tutto intorno, nello stesso polmone verde e nelle zone che lo circondano, invece, si poteva trovare di tutto, da indumenti abbandonati sull’erba a barboni che dormono e bivaccano sulle panchine e sul prato. Ma, evidentemente, alla terza carica dello Stato interessa solo il monumento e non segnalare alla "sindaca" pentastellata che Roma è sommersa dai rifiuti, martoriata da buche e voragini, resa pericolosa dal continuo abbattersi sulle sue strade di alberi orfani di manutenzione. Alla Boldrini, già in campagna elettorale per Liberi e Uguali, interessano solo i partigiani...

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