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il video sulle violenze

Insulti e botte, così il "Comitato di Lotta per la casa" gestiva le okkupazioni. Ma per il Tribunale "il fatto non sussiste"

Picchiata una donna dopo una battuta. Nonostante le immagini dell'aggressione il giudice chiude il caso

Doveva essere la prova principe. Un video capace di confermare quanto le vittime avevano denunciato: l’aggressività patita nello stabile di via Casale De Merode, i ricatti a cui erano sottoposti, le violenze. E invece quella prova non è stata ritenuta tale. Anche per questo i 15 imputati, accusati di violenza privata, sono stati assolti. Perché “il fatto non sussiste”.

Le immagini immortalano anche una rissa. E allora perché non sono riuscite a provare quanto dicevano le persone che hanno denunciato i soprusi?  “Risulta essere rimasto nelle mani delle persone offese fino all’attuale celebrazione del dibattimento”, spiega il giudice. È stato dunque depositato in aula, nel luogo dove si dovrebbe formare la prova. E gli audio allegati? “L’espressione massimamente antigiuridica” captate, per il Tribunale, è questa: “non ce ne frega un ca..o di quello che è giusto o non è giusto, è finita la polemica, avete superato il limite e ringraziate Iddio che io non mi alzo e vi spacco la faccia…tu non parli più mò!”. Poco importa: la frase “non è stata reiterata” ed è stata “pronunciata in un clima di lotta politica”. Quindi “non appare sufficiente ad intimidire”. E così l’aggressione registrata e depositata nel processo “non sussiste”. Tutti assolti.

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