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La capitale che non va

Roma, la differenziata in strada e a Termini resta un sogno

Niente cestini e sacchetti per plastica, vetro e carta. Ma Grillo elogia la Raggi

Beppe Grillo elogia il sindaco di Roma, Virginia Raggi per gli sforzi prodotti sulla raccolta differenziata, scatenando l’ira di migliaia di cittadini che sostengono, invece, che nella capitale la raccolta non funziona bene e a testimoniarlo ci sono i tanti cassonetti colmi di rifiuti. Quando si parla di raccolta differenziata, oltre al “porta a porta” cioè al ritiro a domicilio dell’immondizia separata, non si può non considerare anche quella che viene effettuata in strada e nei luoghi di maggiore affollamento di persone, specie in una città come Roma che è sempre invasa dai turisti. E la domanda è proprio questa: tutti i rifiuti prodotti dai romani e dai turisti in strada, vengono differenziati? La risposta è “no” e paradossalmente ciò non dipende tanto dalla civiltà di chi getta i rifiuti quanto dall’impossibilità di trovare i cestini per la separazione degli stessi. Infatti, in strada ci sono solo i cassonetti grandi della differenziata ma sono pochi e non sono nemmeno presenti in tutte le vie. Per i tantissimi turisti che visitano la città esistono solo i cestini generici in cui gettare tutta la spazzatura insieme: che si tratti di scarti alimentari, di carta, di plastica o di vetro. Se si vuole fare davvero la raccolta differenziata, non si può non considerare l’enorme flusso di spazzatura prodotta ogni giorno in strada dai cittadini e dai turisti.

Lo scenario è paradossale: la gente separa i rifiuti ma poi non può depositarli in diversi sacchetti in quanto in strada si trovano solo i cestini misti in cui va a finire qualsiasi materiale. Non è difficile, infatti, vedere bottiglie di plastica o vetro o bicchieri di carta ammassati o appoggiati accanto o sopra ai cestini presenti sui marciapiedi. Cittadini e turisti vorrebbero separare i rifiuti ma, di fatto, è impossibile. L’unica soluzione sarebbe quella di portarsi dietro la spazzatura per poi gettarla nei cassonetti grandi della differenziata che, però, non sono presenti in tutte le strade e quando ci sono, spesso, sono già pieni di immondizia. Invece, una città come Roma potrebbe e dovrebbe essere dotata di cestini per la differenziata anche in strada e nelle aree pedonali, così come avviene nelle altre capitali europee ma anche in città come Milano o in piccoli centri come Cassino o Savona.

La situazione diventa ancora più paradossale nella stazione ferroviaria Termini, dove i contenitori per la differenziata ci sono, ma in quasi tutti non vengono applicati i sacchetti negli spazi destinati alla plastica e alla carta, bensì solo dove si raccolgono i rifiuti misti. Il risultato è lo stesso che si registra sui marciapiedi della città con bottiglie di plastica o vetro o bicchieri di carta accatastati sopra al cestino per non essere mischiati. Come documentato dal video presente sul nostro sito (www.iltempo.it), gli utenti non trovando i sacchetti per la raccolta della plastica e della carta, gettano la spazzatura nel sacchetto dei rifiuti misti. Insomma, sui marciapiedi della città non ci sono cestini per la differenziata mentre a Termini ci sono ma non vengono posizionati gli appositi sacchetti per le differenti tipologie di materiale da raccogliere.

Oltre a migliorare il “porta a porta”, il Comune di Roma non può dimenticarsi dei rifiuti prodotti ogni giorno dai cittadini e dalle migliaia di turisti in strada o in luoghi di aggregazione come la stazione Termini.

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