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Vinitaly: "L'abito fa il monaco" anche per le bottiglie di vino

Si beve con gli occhi solo poi si passa al gusto

Roma, 14 apr. (askanews) - Vino e arte. Lo abbiamo visto a Verona, dove ha appena chiuso il sipario la rassegna dedicata al sangue di Bacco, lungo i padiglioni del Vinitaly nei quali i produttori hanno potuto far degustare i loro vini ai tanti visitatori che hanno sfilato di regione in regione, nei quattro giorni della kermesse che richiama wine lovers di tutto il mondo.

Le cantine, sembrano sempre più alla ricerca di qualcosa che possa attrarre il consumatore, anche nell'etichetta della bottiglia, nella presentazione del prodotto. Così anche gli stand hanno ammiccato all'arte. Perchè "si beve con gli occhi", come ha osservato un espositore, e poi si passa al gusto, finalmente soddisfatto nelle tante degustazioni guidate che si sono succedute, organizzate talora dalle regioni, o dai consorzi, tutti i giorni da chi il vino lo fa.

Così i vini di Montefalco hanno attirato l'attenzione con il Giro d'Italia, e il leit motiv è stato quello del "Sagrantino in rosa". L'arte, si è vista, nell'esposizione della cantina "Secondo Marco", ma anche, in Vinitaly Bio, con delle etichette di bottiglie molto raffinate. Anche i secchielli per il ghiaccio sono sempre più colorati, a tinte forti e stilizzati, come qualsiasi altro prodotto, curato nel design. Come i tappi. Insomma una bottiglia di vino ben vestita, perchè come si dice, "l'abito fa il monaco", e questo vale anche al Vinitaly.

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