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Le rinascite di Francesco Diluca, sculture tra umano e natura

"Germina" nell'ex chiesa di San Francesco a Como: mostra potente

Como (askanews) - "È un progetto che inizia nel 2015, ci sono voluti un po' di anni e ci sono state tante difficoltà, però alla fine ce l'abbiamo fatta". Sorride, Francesco Diluca, mentre ci presenta la sua ultima, potente mostra installativa nello Spazio Ratti, ex chiesa di San Francesco a Como. Un'esposizione di sculture che nel dialogo tra loro, gli spazi, i materiali e le luci, trovano una evidenza e una vita nuova, quella stessa che il titolo, "Germina" ossia le gemme, evoca come inevitabile rinascita nel contesto di un ciclo in cui l'arte si affianca ai ritmi della natura.

E così i pezzi di Diluca si manifestano come figure della possibilità, come attori narrativi ai quali lo scultore ha attribuito solo gli elementi fondamentali della corporeità e a cui ha lasciato ampi spazi di incertezza.

"È un sistema linfatico, è un sistema venoso-arterioso - ci ha spiegato l'artista milanese - ma può essere anche il sistema linfatico di una pianta. È un sorgere dal sale, un sbocciare, un germogliare, da qualcosa di impossibile. E poi c'è questo aspetto estetico con il bianco e con il nero...".

Altro elemento decisivo è il sale su cui poggiano le sculture - se siano piedi o radici lo può decidere ciascuno spettatore - che contribuisce anche a definire l'ambiente e rappresenta tanto una minaccia per le figure di ferro quanto qualcosa che può proteggere e conservare la vita. Che comunque da questa superficie candida e scabra come un deserto americano rinasce, sotto forma di farfalle - uno dei simboli definitivi della ricerca di Francesco Diluca - per diventare organi dorati oppure per prendere le sembianze della grande figura, questa sì chiaramente umana pur con qualche perdurante elemento di ambiguità, che domina l'abside e probabilmente l'intera mostra curata da Davide Caroli. E in qualche modo la rinascita racconta pure una parte della storia personale di Diluca.

"Ci sono stati dei periodi complessi - ci ha raccontato - e ovviamente tutto questo è entrato nel lavoro in modo anche suggestivo. Non cercato e non per forza voluto, però è anche una rinascita del Tutto, non soltanto mia. È una visione naturale che vediamo ogni anno quando arriva la primavera".

Dalla polvere sono nati e nascono quasi tutti i lavori di Francesco Diluca e, in una nicchia della ex chiesa comasca si nasconde anche una testa, che l'artista ci ha detto essere stata in qualche modo il punto di partenza dell'intero progetto, nella quale pulsa un cervello-nube che ha la forma del nostro universo. Forse, viene da dire, Tutto, con la t maiuscola, in fondo nasce, e ri-nasce, dentro di noi. In un ciclo che non ha mai fine.

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