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Eliseo 2017, Macron nelle roccaforti della Le Pen: partita aperta

Un mese fa non ero favorito, so che i pronostici spesso sbagliano

Parigi (askanews) - La partita non è ancora vinta. Emmanuel Macron non aveva bisogno della messa in guardia del presidente uscente Francois Hollande per sapere che in vista del decisivo turno di ballottaggio per le presidenziali francesi non sono ammessi cali di tensione.

Pur confortato da sondaggi che lo danno vincente al secondo turno con il 62-64% delle intenzioni di voto e accusato da varie parti di prendere poco sul serio la minaccia Le Pen, il candidato del movimento "En marche" ha respinto le critiche e si è rimboccato le maniche dopo due giorni di quasi relax. Nel mirino due roccaforti del Front national, ad Amiens, nel Nord-est, dove incontrerà i lavoratori minacciati dai piani di delocalizzazione in Polonia, e poi ad Arras e al Pas-de-Calais dove la Le Pen è arrivata in testa al primo turno.

"Niente è mai scontato" ha sottolineato Macron a margine di una visita all'ospedale di Garches. "Se le partite fossero già vinte in partenza non avremmo visto altre elezioni all'estero finire come sono finite. Da parte mia non ho mai considerato la partita vinta, anche perché nessuno mi dava come favorito un mese e mezzo fa. Sono l'esempio vivente che i pronostici hanno spesso torto. Non prendo quindi per oro colato quelli che mi dicono che ormai è fatta. Niente è mai scontato. Bisogna battersi, bisogna volerlo, bisogna spiegare. È quello che farò nei prossimi quindici giorni e, mi auguro, anche nei prossimi cinque anni", ha concluso il candidato centrista.

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