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Gina Miller, la donna che guida la campagna anti hard-Brexit

L'attivista-manager ha lanciato il movimento "Best for Britain"

Londra (askanews) - Lei è Gina Miller, la donna che da sola combatte la Brexit e che ha lanciato "Best of Britain" un'iniziativa per promuovere la causa europeista nel corso della campagna elettorale delle elezioni legislative britanniche anticipate dell'8 giugno 2017.

"Best of Britain - spiega - è nato un'ora esatta dopo l'annuncio delle elezioni dell'8 giugno da parte del Primo ministro, convinta che ci sarebbe stata una vittoria schiacciante del partito conservatore. Noi semplicemente non possiamo permettere che questo accada, perché sarebbe una vera e propria dittatura elettorale. Dobbiamo avere un equilibrio tra le diverse voci in Parlamento e quindi abbiamo cominciato a pensare a una campagna di voto tattico".

L'attivista-manager, attraverso il suo movimento, vuole guidare gli elettori britannici alla scelta di candidati che, seppure di diversi partiti e schieramenti, abbiano una visione critica e obiettiva e siano accomunati dal desiderio di contrastare l'hard Brexit, anche in sede parlamentare, pronti a favorire accordi concreti tra Gran Bretagna e Unione europea. La premier Theresa May, infatti, sembra pronta ad andarsene senza accordo, pur di non accettare la libera circolazione delle persone.

"Nel breve periodo - sottolinea la Miller - i nostri obiettivi sono garantire un elevato tasso di partecipazione alle prossime elezioni per ispirare i giovani a pensare di votare davvero per il proprio futuro. Poi per cercare di garantire la presenza di un certo numero di candidati che sosterranno un voto utile".

"L'obiettivo a lungo termine invece - conclude la leader - non è una scelta tra votare o non votare la Brexit ma, appunto, un voto utile per avere tutte le possibili opzioni sul tavolo".

In poco tempo il movimento ha avuto un notevole riscontro, con oltre 10mila consensi e una considerevole raccolta fondi, a dimostrazione che nel Regno Unito c'è ancora qualcuno che crede a un possibile futuro europeo per il Paese o, almeno, in un accordo il più amichevole possibile.

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