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Aung San Suu Kyi boccia inchiesta Onu su violenze contro Rohingya

In Birmania una ferita aperta la situazione della minoranza

Bruxelles (askanews) - La Birmania non ha apprezzato la decisione dell'Onu di indagare sulle accuse di violenze e soprusi da parte delle forze dell'ordine contro la minoranza musulmana dei Rohingya, una questione spinosa che ha appannato a livello internazionale la reputazione di paladina dei diritti della leader birmana Aung San Suu Kyi. E' stata lei stessa, durante un incontro a Bruxelles con l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri Federica Mogherini, a esprimere la sua contrarietà.

"Noi non siamo d'accordo, ci dissociamo dalla risoluzione perché non pensiamo che corrisponda a quanto sta accadendo sul territorio", ha detto, "è una risoluzione che divide due comunità e non aiuta a risolvere il problema".

Mogherini ha invece invitato la Birmania a sostenere l'inchiesta. "Noi crediamo che questo può contribuire a stabilire i fatti nel passato, a patto che siamo del tutto d'accordo sulla necessità di lavorare insieme sulla via da seguire - ha detto Mogherini - ribadendo comunque la solidarietà e il supporto, politico e finanziario, dell'Unione europea alla Birmania e al governo di San Suu Kyi.

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