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Hamas accetta lo Stato palestinese nei confini del 1967

L'organizzazione non riconosce però Israele

Doha (askanews) - Svolta di Hamas. L'organizzazione estremista palestinese ha approvato per la prima volta nella sua storia una modifica del suo programma politico, accettando la creazione di uno Stato palestinese nei Territori occupati da Israele nel 1967.

"Hamas - ha detto da Doha il capo in esilio Khaled Meshaal - considera che l'istituzione di uno Stato palestinese sovrano, con Gerusalemme come capitale, e con il ritorno dei rifugiati e degli sfollati nelle abitazioni dalle quali sono stati allontanati, sia una formula di consenso nazionale".

Meshaal ha anche sottolineato la natura "politica" e non religiosa del suo conflitto con lo Stato ebraico. "Hamas non lotta contro gli ebrei perchè sono ebrei. Hamas conduce questa battaglia contro l'aggressione degli occupanti sionisti".

Secondo gli esperti l'iniziativa mira a far rientrare nel gioco negoziale l'organizzazione, considerata come "terroristica" da Israele, Stati Uniti ed Unione Europea; tuttavia, va notato che la modifica non costituisce un riconoscimento dello Stato ebraico, come invece chiedeva la comunità internazionale. Non si parla più però di distruzione di Israele.

Il documento - inviato anche a "numerose capitali straniere" che attualmente non hanno alcun rapporto con Hamas - è stato reso pubblico in anticipo sui tempi previsti e a 48 ore dal primo incontro fra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e l'omologo palestinese Abu Mazen; l'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha già definito il documento come "menzognero".

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