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Società Geografica Italiana, 150 anni tra esplorazioni e ricerche

A raccontarli ad askanews il presidente emerito Franco Salvatori

Roma, (askanews) - La Società Geografica Italiana celebra quest'anno un secolo e mezzo di vita. Fondata nel 1867 a Firenze da 200 studiosi con lo scopo di promuovere il progresso della geografia, oggi conta oltre 1.200 soci. Un'istituzione che ha avuto un ruolo da protagonista nel rispondere alla sete di conoscenza delle tante parti del mondo all'epoca ancora inesplorate organizzando numerose spedizioni e che ha raccolto in questi 150 anni un cospicuo patrimonio, custodito nei preziosi archivi della sede della Società a Palazzetto Mattei a Villa Celimontana a Roma. A raccontare ad askanews passato, presente e futuro di questa istituzione è il suo presidente emerito, prof. Franco Salvatori.

"Noi conserviamo 150 anni di storia che hanno depositato in quella che è l'attuale sede, è quasi un secolo che siamo a Villa Celimontana, una quantità di documentazione, un patrimonio vero e proprio che ha una sua specificità. Intanto una Biblioteca di circa 400-450.000 volumi, una Cartoteca con qualcosa come 100-120.000 carte su tutto il globo terrestre ma in particolare sull'Italia. E un piccolo gioiello che sono tutte le cartografie pre-unitarie".

"E poi - prosegue Salvatori - l'archivio storico, il resoconto di 150 anni di storia. Una storia che è la storia dell'esplorazione ma anche della politica coloniale italiana e quindi delle relazioni internazionali italiane, e che è anche una storia della scienza. E una fototeca: 200-250.000 fotogrammi che partono dal 1870 e arrivano ai giorni nostri. La fototeca infatti si implementa continuamente attraverso donazioni di soci ma anche di privati cittadini che ritengono che quello sia un luogo di custodia e di valorizzazione ideale".

Finita la fase incentrata sulle esplorazioni, la Società Geografica Italiana - a differenza di analoghe istituzioni straniere - ha proseguito la sua attività, puntando, come spiega il prof. Salvatori, sulla ricerca.

"Non ci siamo limitati a conservare e a valorizzare, ma abbiamo ritenuto che la geografia avesse qualcosa da dire a vantaggio del Paese e della comunità internazionale. Abbiamo promosso studi e ricerche nel nostro specifico, quindi relazioni internazionali, tutela ambientale, conservazione della natura, sviluppo dell'idea di viaggio così come si declina oggi attraverso il turismo, spesso di massa ma anche di qualità. E lei sa quanto è importante il turismo per il nostro Paese, il 12% del Pil, quindi qualcosa di consistente anche dal punti di vista economico. Simbolo di tutto questo - aggiunge Salvatori - è che la Società Geografica Italiana da 20 anni redige un rapporto annuale su una tematica di interesse nazionale che presentiamo alle istituzioni. E poi siamo anche il luogo ideale di convergenza di riflessioni della geografia italiana. Una comunità non piccola, 400 studiosi di tutte le università italiane che trovano nella Società Geografica un luogo di riflessione attraverso seminari, convegni, conferenze, presentazioni di libri. E' un luogo - conclude - molto, molto frequentato".

Un secolo e mezzo di storia che la Società si prepara a celebrare con una serie di eventi. "Intanto l'appuntamento istituzionale a cui teniamo straordinariamente è il 16 maggio con la presenza del capo dello Stato. Si tratta di un convegno internazionale. Gli amici delle società geografiche operative nel mondo saranno a Roma per festeggiare insieme questo nostro traguardo. E poi ci saranno una serie di eventi, di momenti che porteranno ad aprire la villa alla città di Roma. Faremo una sorta di notte bianca della Società Geografica e questo - conclude il prof. Salvatori - credo sia un momento importante per noi, per renderci non un'accademia chiusa al resto del mondo, come è stato in qualche periodo della storia ottocentesca per le istituzioni scientifiche, ma veramente come un luogo vissuto dalla cittadinanza, al servizio della cittadinanza".

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