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Francesco Bruni: "Tutto quello che vuoi" è un film per mio padre

Il film con Giuliano Montaldo sul confronto tra generazioni

Roma, (askanews) - Un 85enne poeta dimenticato, malato di Alzheimer e con tanti ricordi confusi in testa e un gruppo di ragazzi romani ignoranti e scansafatiche del quartiere Trastevere, in particolare uno che malvolentieri accetta di fargli da badante-accompagnatore nelle passeggiate pomeridiane. E' un incontro tra due generazioni molto lontane, ma che alla fine trovano un punto di contatto, "Tutto quello che vuoi", il nuovo film di Francesco Bruni, il regista di "Scialla!", dall'11 maggio al cinema.

Protagonisti, Giuliano Montaldo, perfetto nel ruolo, e il giovane Andrea Carpenzano. Bruni ha pensato fin da subito al regista, che ha iniziato la sua carriera proprio come attore negli anni '50 e ha già recitato tante volte, per questo film molto personale dedicato a suo padre. "L'ho scritto su di lui, perché è coetaneo di mio padre e gli assomiglia anche fisicamente, poi ho trovato questa meraviglia di ragazzo.... Mi ha raccattato per strada, gli ho fatto pena...".

"Il film è ispirato e dedicato a mio padre perché racconta anche in parte la sua malattia che se lo è portato via quest'anno, ma soprattutto è un ricordo della sua adolescenza che mi aveva raccontato a diverse riprese e mi aveva molto colpito".

Il film alterna risate, momenti malinconici e un piccolo giallo, quando sulle pareti dello studio del poeta emergeranno gli indizi di un tesoro sepolto della Seconda guerra mondiale. E' anche liberamente ispirato al libro "Poco più di niente" di Cosimo Calamini. "C'è quasi tutto di mio personale, il libro mi è servito in alcuni passaggi narrativi, diciamo che è un po' l'addensante di questo film, il libro ha delle trovate molto belle, una cosa in particolare ma non la posso dire perché rivelerebbe il finale del film".

Ma, come negli altri due film di Bruni, si racconta soprattutto il confronto tra generazioni, questa volta non tra padri e figli. "Racconta proprio questo il film, un buco generazionale dal punto di vista affettivo e dell'attenzione verso i figli che guardano più ai nonni che ai padri".

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