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Indonesia, governatore cristiano in carcere per "blasfemia"

Aveva messo in dubbio interpretazione ulema di versetto Corano

Jakarta (askanews) - Il governatore cristiano di Jakarta è stato imprigionato due anni dopo essere stato dichiarato colpevole per "blasfemia", in un processo considerato come test di tolleranza religiosa nel più grande Paese musulmano nel mondo.

Sorprendente la sentenza dei giudici in un caso in cui l'accusa aveva chiesto due anni di libertà vigilata per l'imputato: Basuki Purnama, è stato accolto fuori dal tribunale da una folla di musulmani estremisti al grido "Allah è il più grande!".

Il magistrato Dwaiarso Budi ha dichiarato che per i cinque giudici della Corte Purnama è stato "riconosciuto colpevole di blasfemia" ed è stato "condannato a due anni di prigione". Il governatore soprannominato 'Ahok' ha dichiarato che farà appello.

Noto per la sua schiettezza, Ahok aveva detto a settembre che

l'interpretazione da parte di alcuni ulema (teologi islamici) di un versetto del Corano secondo il quale un musulmano dovrebbe eleggere un leader della sua fede religiosa "non era corretta": una dichiarazione che aveva, provocato un'ondata di proteste nel Paese del Sudest asiatico, dove ogni riferimento all'Islam è molto sensibile.

Questa dichiarazione è stata sfruttata dai fondamentalisti islamici che hanno fatto pressioni per la sua detenzione. Il governatore è stato quindi incriminato per blasfemia, un reato per il quale sono previsti fino a cinque anni di reclusione.

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