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Mafia, duro colpo ai fiancheggiatori Messina Denaro: 14 fermi

Il boss appianò contrasti interni a famiglia mafiosa di Marsala

Palermo (askanews) - Un nuovo durissimo colpo è stato inferto alla rete di fiancheggiatori del boss Matteo Messina Denaro, latitante da 24 anni. Nei comuni di Marsala e Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, i Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale hanno fermato 14 persone con l'accusa di associazione di tipo mafioso, estorsione, ricettazione, detenzione illegale di armi, con l'aggravante del metodo e delle finalità mafiose.

Al centro delle indagini dei militari è la famiglia mafiosa di Marsala e il suo organigramma. In particolare sono state documentate le "tensioni interne" al clan per la spartizione delle risorse finanziarie derivanti dalle attività illecite. Tensioni risalenti al 2015 e su cui sarebbe intervenuto direttamente il numero 1 di Cosa Nostra per riportare la serenità.

In particolare, come si apprende dalle intercettazioni, le disposizioni del latitante venerro veicolate da Nicolò Sfraga, uomo di stretta fiducia del capofamiglia marsalese, al capo decina nel corso di una movimentata riunione nel gennaio 2015. Nel riferire le volontà di Messina Denaro, Sfraga ha di fatto fornito importanti ed inediti elementi sia in ordine alla possibile presenza nel territorio della provincia di Trapani del super boss, sia in merito alle dinamiche di funzionamento di Cosa nostra marsalese.

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