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Dronediving: saltare da un drone, l'impresa di un parà lettone

Lancio da 330 metri grazie a un velivolo senza pilota di 70 kg

Milano, (askanews) - In Lettonia si apre l'epoca dei paracadutisti droni-trasportati. Ingus Augstkalns è stato il pioniere di una tecnica che è facile prevedere conquisterà rapidamente moltissimi fan entusiasti.

Il primo "dronediving" è andato in scena, in esclusiva su Afp, in una regione deserta nel centro della Lettonia. Il drone di 70 kg, costato 35mila euro, con una superficie di oltre tre metri quadrati e sostenuto da una serie di 16 rotori in grado di sollevare un peso di 200 kg, era guidato a terra da Janis Putrams, direttore della società Aerones.

Il paracadutista è salito su una torre e il drone è stato fatto decollare e avvicinare. Augstkalns ha afferrato a due mani un manubrio che pendeva sotto i rotori e si è fatto sollevare sino alla quota lancio di 330 metri dove ha lasciato la presa per lanciare subito il pilotino estrattore che ha aperto il paracadute.

Una volta a terra ha manifestato tutto il suo entusiasmo.

"Fantastico, davvero fantastico" il suo primo commento. "Un progetto favoloso, molto divertente, come immaginare da bambino con degli amici un'idea un po' folle e poi realizzarla. Il momento più pericoloso sono i primi metri dopo lo stacco dalla torre: devi capire in un attimo se tutto sta andando bene o se bisogna passare alla procedura d'emergenza, lasciando il manubrio e aprendo subito".

L'impresa in Lettonia potrebbe aprire scenari straordinari per i base jumper, rendendo possibile saltare in qualsiasi punto della terra, nel deserto, in città, in montagna, ovunque. Tra l'altro, lo stesso drone era stato utilizzato a gennaio per lanciare anche il "droneboarding", altra nuova disciplina sportiva dove il velivolo a pilotaggio remoto aveva trascinato a tutta velocità un surfer sulla superficie di un lago ghiacciato.

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