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Governo Macron, in attesa della tanto auspicata parità

Bilancino fra destra e sinistra, uomini e donne

Parigi, (askanews) - Altre 24 ore di tempo: il neopresidente francese Emmanuel Macron ha rimandato di un giorno la presentazione del suo governo, perché desidera che le personalità prescelte siano irreprensibili. Dunque sono in corso controlli fiscali e sui possibili conflitti d'interesse dei membri della sua squadra. Ma in gioco ci sono anche interessi di altro tipo.

Come suo primo ministro, Macron ha scelto Edouard Philippe, esponente della destra moderata già braccio destro di Alain Juppé. Un modo per pescare fra i neogollisti, spaccare i conservatori e dare consistenza parlamentare al partito del presidente, En Marche, con le elezioni legislative di giugno.

Ma il neopresidente centrista dovrà anche recuperare i voti del popolo di sinistra pochissimo convinto dal suo programma economico liberista. Dunque Macron vuole arrivare al voto con un governo che possa raccogliere tutti, nel segno come ha detto del "rinnovamente politico".

Fra gli elementi da valutare c'è anche la parità. Macron aveva detto che gli sarebbe piaciuta una premier donna: però ha scelto Edouard Philippe che ha tutte le qualità ma non quella. Subito dopo l'elezione aveva annunciato la sua squadra all'Eliseo: praticamente tutti maschi, e bianchi, suoi ex collaboratori. Ovvero Alexis Kohler, segretario generale; Philippe Etienne, consigliere diplomatico; Patrice Strzoda, direttore di gabinetto e Isma l Emelien, consigliere speciale.

A questo punto, almeno nell'esecutivo, Macron dovrà dare metà dello spazio alle donne; e bisognerà però vedere in quali ruoli.

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