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"Orecchie", al cinema l'ordinaria follia tragicomica di Aronadio

Il regista racconta la sua commedia, nei cinema dal 18 maggio

Roma (askanews) - E' un tragicomico giorno di ordinaria follia quello che il protagonista del film di Alessandro Aronadio, "Orecchie", trascorre a Roma: dopo essersi svegliato con un fastidioso fischio alle orecchie fa incontri surreali con suore invadenti e dottori sadici, affronta situazioni inaspettate e folli, vaga, si interroga e si ritrova. Il regista definisce così la sua commedia, a tratti surreale a tratti del tutto verosimile:

"Assolutamente realista, nella misura in cui fotografa una realtà grottesca che è quella in cui viviamo: più volte mi è capitato ultimamente di gente che mi è venuta a dire 'guarda, ho vissuto questa situazione da 'Orecchie', mi sembrava di essere dentro a Orecchie'. Perché comunque è quello con cui ci confrontiamo ogni giorno, nel quotidiano. Siamo tutti in questa vita qua, in questo mondo qua, quindi è giusto che forse cerchiamo di capire come convivere con questa follia che, come dice il protagonista del film, alla fine forse è la nuova normalità".

La commedia di Aronadio ha per protagonista Daniele Parisi e di contorno un cast di attori come Pamela Villoresi, Rocco Papaleo, Piera Degli Esposti, Milena Vukotic, Andrea Purgatori, Massimo Wertmuller. Dalla sua presentazione alla Biennale College del festival di Venezia "Orecchie" ha avuto una percorso fatto di consensi e entusiasmo, che l'ha accompagnato fino all'uscita in sala, il 18 maggio.

Aronadio, che è anche sceneggiatore di film come "Classe Z" di Guido Chiesa e "I peggiori" di Vincenzo Alfieri, fa parte del gruppo di giovani autori e registi che sta dando una spinta innovativa al cinema italiano.

"Io continuo a pensare che sia il momento migliore degli ultimi anni, veramente, per poter fare questo mestiere. Ci sono stati dei film che hanno un po' sparigliato le carte, e comunque hanno dimostrato che il pubblico prima di andare in sala deve essere realmente attratto, sorpreso e incuriosito da un film. Quindi più film, più commedie e meno film comici, più film e meno operazioni commerciali. Credo che insomma i film che hanno avuto più successo ultimamente sono film che sono stati più sinceri, che hanno cercato di veicolare un linguaggio, soprattutto nella commedia, un po' diverso, cercando di guardare da un altro punto di vista".

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