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Ancora scontri a Caracas dopo sanzioni Usa alla Corte Suprema

Sanzionati otto giudici, ma Putin sostiene Maduro

Roma, (askanews) - Ancora disordini in Venezuela con scontri violentissimi tra oppositori del governo di Nicolas Maduro e forze dell'ordine nel corso di un raduno a Caracas.

Giovedì gli Stati Uniti hanno inflitto un duro colpo al presidente Maduro mettendo sulla loro lista nera finanziaria otto componenti della Corte suprema venezuelana, accusati di avere aggravato la crisi politica del paese indebolendo l'autorità del Parlamento.

In base alle sanzioni, gli otto giudici, tra cui il presidente della Corte, vedranno congelate le loro eventuali azioni negli Stati Uniti e non potranno avere relazioni d'affari con americani. Sempre giovedì, il presidente Donald Trump ha definito "una vergogna per l'umanità" l'attuale crisi politica in Venezuela.

In cambio, Maduro ha ricevuto il sostegno del presidente russo Vladimir Putin.

Il capo dell'opposizione in Venezuela, Henrique Capriles, ha inoltre denunciato di non poter uscire dal paese. L'ex candidato alla presidenziali, che perse di misura contro l'attuale capo di Stato, doveva andare a New York per un incontro con l'Alto commissario per i diritti umani presso l'Onu, Zeid Ra'ad Al Hussein. "Mi hanno detto che il mio passaporto è stato annullato", ha fatto sapere tramite i social, sottolineando che il suo documento è valido fino al 2020.

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