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L.elettorale, Mazziotti: è la volta buona ma no a voto anticipato

Rosatellum parte non condiviso, Pd si assume rischio

Roma, (askanews) - Questa è la volta buona per avere il via libera della Camera sulla legge elettorale, ma no a tentazioni di elezioni anticipate. E' questa l'opinione di Andrea Mazziotti di Celso, presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio che è stato ospite negli studi di Askanews.

Eppure di rinvii in questi mesi ce ne sono stati molti. "Noi - spiega - abbiamo avuto slittamenti prima dovuti alla sentenza della Corte, poi abbiamo perso un po' di tempo per le primarie del Partito democratico. Poi si è perso ulteriore tempo perché si era raggiunto un accordo su un testo base che era l'Italicum bis, poi subito prima del deposito il Pd ha scelto una strada diversa e io ho ritirato quel testo, ho nominato relatore l'onorevole Fiano. Adesso si parte, abbiamo un calendario definito e ragionevole, c'è il tempo per discutere bere, per fare gli emendamenti. E poi si va in Aula".

Quanto alle esortazioni di Matteo Renzi ad accelerare i tempi, per Mazziotti "l'invito a fare in fretta va bene, l'importante è che non diventi un invito a fare le cose di corsa e male".

Adesso il testo di cui si discute è il Rosatellum. Per l'esponente di Civici e innovatori però rischia di partire con il piede sbagliato. Ecco perchè: "Premetto: io sono per i sistemi maggioritari quindi questo testo mi piace più di quello da me presentato" ma "parte con la contrarietà del secondo, terzo e quarto gruppo al Senato". "E quindi - rimarca - parte non condiviso. E' chiaro che questa scelta è un'assunzione di rischio da parte del Pd" e "se va male la responsabilità è del Pd che ha scelto una via forzata".

A poche ore dal voto sul testo base, tuttavia, Silvio Berlusconi tende una mano a Renzi e propone di discutere del sistema tedesco, dicendosi disponibile anche a elezioni anticipate in ottobre. Un'ipotesi che però non trova il gradimento di Mazziotti. "Io ho sempre pensato che sia sbagliato. Votare a ottobre fa correre il rischio di andare all'esercizio provvisorio con la manovra non approvata. Non penso che l'italia arriverebbe forte se si sedesse al tavolo delle trattative in ue senza aver approvato la manovra".

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