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Mattarella ricorda Falcone: diceva che la mafia non è invincibile

Intervento al Csm per i 25 anni dalla morte del magistrato

Roma (askanews) - Giovanni Falcone diceva che "la mafia non è affatto invincibile e che occorre, piuttosto, rendersi conto che si tratta di un fenomeno terribilmente serio e molto grave". E aggiungeva che "si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini ma impegnando tutte le forze migliori della società". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo al Csm alla riunione

straordinaria dedicata al magistrato ucciso dalla mafia con la mioglie e gli agenti della scorta 25 anni fa.

Falcone, "come interprete, e capofila, di queste energie migliori, ha svolto, con coraggio e determinazione, la sua opera. Era, infatti, convinto - come ebbe a scrivere - che "perché una società vada bene basta che ognuno faccia il suo dovere", ha affermato Mattarella.

"Per questo motivo - sono state ancora le parole del capo dello Stato - ha affrontato pericoli di cui conosceva la gravità: per affermare la dignità del suo ruolo di magistrato. Il suo metodo di lavoro, moderno e dinamico, la convinzione - condivisa con altri colleghi, tra cui Paolo Borsellino - di quanto fosse importante il lavoro in pool, la scelta del maxi processo per condurre in giudizio, condannare e sanzionare globalmente il mondo della mafia, muovevano da questo proposito.

Inizialmente non compresi da taluno, i suoi criteri rispondevano pienamente al carattere della funzione del magistrato".

Falcone, ha continuato Mattarella, "aveva ben presente, e a cuore, il valore dell'autonomia e dell'indipendenza della Magistratura. Anche per questo - come scriveva - era attentissimo, per la credibilità dello Stato e della Magistratura, alla consistenza degli elementi di prova raccolti. Non a caso, diceva che occorre distinguere un'ipotesi di lavoro da elementi che sorreggano l'esercizio dell'azione penale. Questo scrupolo conferiva alle sue inchieste grande solidità nella verifica dibattimentale".

"Questa seduta straordinaria del Consiglio Superiore, decisa e avvertita con grande convinzione - ha spiegato Mattarella - si inserisce in una serie di numerose iniziative di ricordo che si svolgono in questi giorni, non soltanto in Italia. È di grande significato - ha sottolineato -che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 19 giugno prossimo, renderà omaggio alla figura di Giovanni Falcone, ricordando questo anniversario con un'apposita riunione, dedicata a una discussione di alto livello sull'implementazione della Convenzione contro la criminalità organizzata transnazionale, sottoscritta durante la Conferenza di Palermo del 2000".

Per Mattarella "sarebbe sufficiente questo solo riconoscimento internazionale - il più alto - per sottolineare, ancora una volta, come la figura di Giovanni Falcone costituisca un punto di riferimento, in Italia e all'estero, per chiunque coltivi il

valore della legalità e quello della civiltà della convivenza. Il CSM si inserisce, doverosamente, in questo ciclo di rievocazioni".

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