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Turchia, al via il processo ai presunti golpisti: 221 alla sbarra

Avrebbero diretto o partecipato al fallito golpe contro Erdogan

Ankara (askanews) - Si è aperto ad Ankara il processo contro i presunti istigatori del fallito golpe dello scorso 15 luglio in Turchia. Dei 221 imputati, 26 sono generali,

12 dei civili. Circa duecento sono in detenzione provvisoria, 9 in libertà vigilata, 12 latitanti.

Quasi tutti gli imputati rischiano l'ergastolo, poiché sono accusati di "attentato alla costituzione" e di "appartenza o direzione di organizzazione terroristica".

Il processo si svolge nella prigione di Sincan, vicino alla capitale turca, dove è stata appositamente costruita un'enorme sala per le udienze. A fianco del tribunale sono schierati decine di poliziotti, veicoli blindati, un drone e dei cecchini.

Al loro arrivo in tribunale, sotto una pesante scorta di polizia, gli imputati sono stati fischiati da decine di manifestanti che scandivano slogan reclamando la pena di morte. Contro di loro sono stati lanciati pezzi di corda annodati a cappio.

Ankara accusa Fethullah G len, predicatore islamista auto-esiliato negli Stati Uniti, di essere il cervello del mancato golpe, e chiede a Washington di concedere l'estradizione. Il diretto interessato nega qualsiasi implicazione nel golpe.

Secondo il pubblico ministero turco, oltre 8.000 militari hanno preso parte al tentativo di colpo di stato, nel corso del quale sono stati utilizzati 35 aerei da guerra, 37 elicotteri, 74 carri armati, 246 veicoli blindati e circa 4.000 armi leggere.

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