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Iraq, combattere l'orrore dell'Isis con matite, colori e pennelli

Un incredibile diario per immagini nascosto nel baule di un'auto

Hamam al-Alil, Iraq (askanews) - Un cantastorie armato di matite e pennelli per tramandare nella memoria l'orrore subito. Mustafa al-Tha'i lavorava in segreto, di notte, con le sue armi da disegno per registrare le violenze di cui era stato testimone durante il dominio dei miliziani di al Baghdadi in Iraq.

Il corpo insanguinato di un uomo appeso per un piede, un altro immerso in una pozza di sangue con la testa decapitata appoggiata sulla schiena, il volto di una donna scarnificato dall'acido. Sono queste le terribili scene catturate nei ritratti di Tha'i. Due anni di orrore raccolti e raccontati nei 240 disegni e dipinti creati nei giorni in cui la sua città, Hammam al-Alil, a sud di Mosul, cadde nelle mani dell'Isis nel 2014 per essere poi riconquistata dalle forze governative irachene alla fine del 2016. Una finestra spalancata sull'abisso.

Non c'erano giornalisti e a nessuno era permesso scattare fotografie. Tha'i immagazzinava le immagini nella mente e poi, alla sera, una volta a casa, le disegnava. "L'esercito combatte lo Stato islamico con le armi. Io lo facevo con pennelli, colori, disegni e dipinti", ricorda.

Arrestato a più riprese, una volta in cella usò i residui di una batteria per disegnare sui muri del carcere. Un miliziano gli fece cancellare tutto con la lingua.

Nei suo racconti una lunga carrellata di orrori.

"Questa è una delle loro prigioniere. Quelli dell'Isis le hanno bruciato la faccia con corrosivi chimici. Volevano violentarla ma lei non glielo permise allora le gettarono l'acido sulla faccia".

Tha'i non conservava i suoi disegni a casa, per ovvie ragioni. Aveva affidato a un amico il suo diario, sopravvissuto alla guerra nascosto nel baule di un'auto. Per esplodere oggi come una bomba a orologeria. E come una nemesi feroce.

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