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Caterina da Siena, l'indomita protagonista moderna di un romanzo

Caterina nella notte di Sabina Minardi, giornalista dell'Espresso

Roma, 26 mag. (askanews) - Da una parte "una donna inquieta, libera di determinarsi, di fare le sue scelte, ma profondamente insoddisfatta", una professionista dei nostri giorni che "riapre delle verità che le sono bastate fino a un certo punto ma poi cominciano a fare acqua da tutte le parti", e da Londra, dove abita, torna nella sua città natale, Siena. Dall'altra Caterina da Siena, vissuta dal 1347 al 1380, santa, mistica, indomita, "nessuna soggezione verso i potenti", ma anche appassionata, "totalmente appagata dall'amore di Cristo sin da quando è una bambina di sei anni". In mezzo a questo salto di spazio e di tempo un manoscritto, la figura di un'altra donna che ha vissuto nello stesso arco temporale di Caterina, un viaggio che è, in realtà, un vertiginoso "ritorno alle origini". Sabina Minardi, giornalista, vicecaporedattrice dell'Espresso, ha intrecciato la vita di queste due donne accomunate da "una grande fame di amore" nel suo romanzo "Caterina della notte" (Piemme editore). Viene fuori una Santa Caterina lontana dal profilo politico su cui è stata a volte appiattita nella storiografia più tradizionale. "Una santa di estrema modernità, tutta da riscoprire". In uno "Spedale" medievale di Siena dove, tra la bellezza delle architetture e degli affreschi, si incrociano i destini di malati, bambini abbandonati soprannominati "gettatelli", viandanti, forestieri. Personaggi così antichi da essere, in realtà, modernissimi.

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