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Radioterapia, quando la tecnologia migliora lotta contro i tumori

Il prof. Arcangeli presenta Versa HD Elekta alla Pio XI di Roma

Roma, (askanews) - L'innovazione tecnologica alleata sempre più preziosa nella lotta contro i tumori, ad esempio con macchinari per la radioterapia capaci di trattare un ampio range di indicazioni offrendo una precisione elevatissima di modellazione del fascio di radiazioni che consente trattamenti più brevi e più efficaci. È quanto offre Versa HD, acceleratore lineare di ultima generazione, prodotto dalla società svedese Elekta, tra i primi operatori al mondo nella radioterapia, di cui si è dotata anche la Clinica Pio XI, come spiega il prof. Giorgio Arcangeli, radioterapista presso la casa di cura romana:

"La Clinica Pio XI recentemente ha acquistato questa nuova macchina, il Versa HD, che è dotata di strumenti tecnologici di alta precisione. Uno di questi strumenti è il Cone Beam TC, che dà la possibilità di eseguire una TAC volumetrica prima di ogni seduta di radioterapia in modo che le immagini che noi vediamo con il paziente in posizione di trattamento possano essere fatte coincidere con le immagini programmate prime del trattamento. Questo consente trattamenti con errori al di sotto di 2 mm, quindi trascurabili".

Il progresso tecnologico, di cui Versa HD di Elekta è esempio, ha cambiato radicalmente il modo di trattare il cancro con la radioterapia. "Ora la nuova tecnologia ci consente di concentrare le radiazioni su focolai ben determinati - spiega il prof. Arcangeli -, di aumentare la dose di radiazione concentrata su un volume ben determinato e quindi ci consente di ridurre il numero delle sedute". "Ad esempio negli ultimi 10 anni si è arrivati al fatto che la prostata può essere trattata in 20 sedute invece di 40 e negli ultimi anni ci sono evidenze che anche 5 sedute sono in grado di controllare il tumore della prostata senza recare danni ai tessuti normali". Il tumore alla prostata è solo un esempio. Versa HD può essere infatti utilizzato in tutte le situazioni oncologiche che richiedono un trattamento radioterapico.

"In molte situazioni questa macchina, dotata di questi miglioramenti tecnologici, ci consente di eseguire dei trattamenti che possono essere in alcune situazioni un'alternativa alla chirurgia, specie quando si tratta di pazienti che, per ragioni mediche, non possono essere operati e i risultati - conclude il prof. Arcangeli - sembrano addirittura equivalenti a quelli della chirurgia".

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