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Elezioni Gb, Corbyn galvanizza i sostenitori, Labour dato al 34%

Il leader laburista "persona umana", ma se fallisce si dimetterà?

Roma, (askanews) - "Le cose possono cambiare e cambieranno" ("Things can, and they will, change"): Jeremy Corbyn lo affermava nel settembre 2015, anno in cui è diventato leader del partito laburista e capo dell'opposizione nel Regno Unito.

Da allora di cose ne sono successe molte in Gran Bretagna, dal referendum sulla Brexit ai tre attacchi terroristici che hanno colpito il paese, ultimo quello sul London Bridge sabato 3 giugno.

Dato per battuto, criticato al suo interno, attaccato dalla stampa conservatrice, Corbyn, il deputato più a sinistra del Labour, ha condotto una campagna elettorale a tamburo battente, galvanizzando i suoi sostenitori e raccogliendo nuovi consensi.

A tre giorni dalle elezioni britanniche, il partito conservatore della prima ministra uscente Theresa May resta ampiamente in vantaggio sui laburisti di Jeremy Corbyn. Ma le sorprese potrebbero non mancare.

Secondo l'ultimo sondaggio Icm per il Guardian, i Tories sono accreditati al 45% delle preferenze, contro il 34% dei Laburisti. Questi ultimi guadagnano un punto percentuale rispetto alla scorsa settimana, ma restano dietro di 11 punti rispetto al partito attualmente al potere. Altri sondaggi però danno i conservatori in caduta libera; così l'incertezza regna sovrana.

Il leader laburista, 68 anni, pacifista e ribelle, "è più autentico della robotica Theresa May", ha commentato Tim Bale, professore all'Università Queen Mary di Londra. "Il programma del Labour è pieno di promesse positive che rispondono alle preoccupazioni degli elettori", ha aggiunto.

Corbyn è deputato dal 1983. Vive in una casa modesta con la sua terza moglie, una messicana vent'anni più giovane e ha tre figli. "E' una persona umana, che capisce la gente", lo ha descritto una partecipante al meeting a Southall, Sean McKenna, 16 anni.

E mentre Corbyn chiede le dimissioni di May, per i tagli alle forze di polizia, un suo sostenitore più pragmatico, ha commentato: "Se il Labour scende sotto i 150 seggi (contro i 229 dell'ultima legislatura), allora credo che dovrà dimettersi".

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