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Le Combustioni di Dicò al Vittoriano: Non smettete di sognare

L'artista romano elabora le sue sofferenze plasmandole col fuoco

Roma, (askanews) - "Dicò - Combustioni" è il titolo della retrospettiva dedicata all'artista romano Enrico Di Nicolantonio, in arte Dicò. Quaranta opere dell'artista neo-pop sono mostra dall'8 giugno al 9 luglio al Complesso del Vittoriano a Roma (Ala Brasini), immagini iconiche di ieri e di oggi plasmate dal "miracolo della combustione", dove la plastica si scioglie e ricopre volti noti come quello di Marilyn, della Gioconda, ma anche di Gandhi o di Gesù, ricreandoli.

"Pittoscultura perché è tridimensionale, non è la solita opera d'arte ma delle installazioni, il neon sotto, questa plastica che poi io vado a fondere col fuoco, io inizio ma non so mai quando finisco perché, nel momento in cui c'è questa fusione tra il fuoco e la plastica che decide lui, nel momento in cui si deve fermare. Col tempo e l'esperienza arrivi a sentire il canto del fuoco, ci danzi insieme, senti quel rumore che sai che se ti fermi in quel momento arrivi a quell'effetto desiderato... Decide sempre lui comunque", ha spiegato, intervistato da Askanews.

"E' un'arte che viene da delle sofferenze, spostate a delle gioie. L'emozione più bella è vedere il pubblico quando vede le opere di Dicò che sono presi e catturati dall'emozione che trasmettono", ha sottolineato.

Ispirato da artisti come Burri e Andy Warhol, Dicò deve molto alla sua prima Marilyn. "E' stata lei che mi ha battezzato a Miami con la mia prima mostra, mi ha portato fortuna e nello stesso tempo ci siamo avvicinati".

Tra le 40 le opere esposte ci sono la Gioconda, Bansky, Kate Moss (con la scritta 'Fuck the system), Kennedy, Gandhi, Gesù...

"Rappresenta quello che sono io realmente, il grafico pubblicitario, che è diventato artista, con un percorso velocissimo per essere arrivato qui al Vittoriano e la mia storia".

Questa è la sua prima volta in un museo: "Ho vissuto sei mesi fa un momento molto particolare, un problema famigliare, passeggiavo qua davanti e ho sognato tutto questo, apposta dico sempre ai ragazzi non smettete mai di sognare".

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