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Sclerosi multipla, nuova sperimentazione con staminali cerebrali

Al via progetto di onlus Revert e Casa Sollievo della Sofferenza

Roma, (askanews) - Prende il via una innovativa sperimentazione clinica di Fase I sulla sclerosi multipla secondaria progressiva, con trapianto di cellule staminali cerebrali umane, che potrebbe aprire nuovi positivi scenari nella cura di una malattia che in Italia colpisce circa 110.000 persone ed è, ad oggi, ancora senza rimedio. La sperimentazione è realizzata dall associazione Revert Onlus con l'IRCCS "Casa Sollievo della Sofferenza" di San Giovanni Rotondo, in collaborazione con la Fondazione "Cellule Staminali", l'Azienda Ospedaliera "Santa Maria" di Terni, lo Swiss Institute for Regenerative Medicine e l'Ospedale Civile di Lugano.

Lo scopo della Fase I (che durerà tre anni) sarà quello di attestare fattibilità, sicurezza e tollerabilità del trattamento cellulare tramite trapianto, realizzato grazie alla tecnica tutta italiana messa a punto nel 1996 dal team del professor Angelo Vescovi:

"Questa sperimentazione - ha spiegato Vescovi - si basa sul trapianto di cellule staminali cerebrali completamente etiche, non bisogna preoccuparsi degli aspetti etici relativi alla sorgente delle cellule. Le cellule verranno trapiantate nel cervello, nelle cavità cerebrali, con un intervento nei fatti complesso, ma in realtà piuttosto semplice per un neurochirugo, con un'invasività minima e l'iniezione come speriamo dovrebbe portare a un blocco dello sviluppo della malattia, forse anche a un miglioramento dei sintomi".

Rientreranno nello studio clinico un minimo di 15 pazienti fino a un massimo di 24, tra i 18 e i 60 anni, affetti da sclerosi multipla secondaria progressiva. La sperimentazione prevede il trattamento di pazienti con cellule staminali umane isolate dal sistema nervoso centrale ed è condotta secondo la normativa internazionale vigente. Le cellule utilizzate sono scevre da qualunque problematica etica relativa alla loro origine: derivano da un tessuto cerebrale prelevato da feti deceduti per cause naturali, utilizzando la stessa procedura autorizzativa e di certificazione della donazione volontaria di organi per trapianto.

L avvio di questa sperimentazione è la terza tappa di un percorso iniziato 12 anni fa, con la creazione della banca mondiale di staminali del cervello umano - ancora oggi unica al mondo - e proseguito con il primo trapianto in 18 pazienti SLA nel 2012, la cui sperimentazione si è conclusa con successo nel 2015.

Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e di Revert Onlus: "E' la centralità del malato che ci sta a cuore, oltre ovviamente al rigore scientifico. Noi abbiamo deciso che queste cellule, prodotte qui in Italia, vengano poi date a chiunque lo desidera, gratuitamente, salvo le spese del trasporto, certificando la correttezza di tutto il procedimento, perchè si possa dare speranza a queste malattie che sono terribili".

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