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Elezioni UK, unionisti nordirlandesi possibili alleati della May

I 10 seggi darebbero una maggioranza, ma comunque troppo fragile

Belfast (askanews) - Una volta erano parte integrante della spinosa e drammatica "questione irlandese" che non pochi grattacapi ha sempre dato al governo di Sua maestà britannica. Oggi potrebbero essere l'ago della bilancia a cui si aggrappa la premier Theresa May con la speranza di formare un governo dopo la battuta d'arresto registrata alle ultime elezioni politiche.

Gli unionisti nordirlandesi del Democratic Unionist Party, forti dei dieci seggi ottenuti, potrebbero diventare la chiave del futuro governo britannico se si alleeranno con i conservatori che hanno perso la maggioranza in Parlamento. Arlene Foster, primo ministro dell'Irlanda del Nord e leader del partito, infatti, ha sempre escluso l'eventualità di un'alleanza con i laburisti.

"Sarà importante avere anche una chiara voce nord-irlandese che rifletta le esigenze particolari della sua situazione nel corso dei negoziati per l'uscita dall'Unione europea", ha dichiarato la Foster.

Insieme al Sinn Fein, che in quanto repubblicano rifiuta di sedersi a Westminster, il Democratic Unionist Party ha fatto un balzo in avanti a spese di altre formazioni nordirlandesi minori. Tuttavia il partito in Irlanda del Nord ha introdotto una serie di misure in controtendenza rispetto alla politica britannica, riguardo alle nozze gay e all'aborto, leggi in vigore nel resto del Regno unito.

Comunque sia, mettendo insieme i voti dei conservatori e del partito unionista nord-irlandese, il quorum di 326 voti di maggioranza necessari a governare sarebbe raggiunto. Ma se era difficile trattare la Brexit con la maggioranza uscente di una ventina di seggi, appare molto più problematico poterlo fare con numeri ancora più risicati.

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