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Elezioni in Francia: tsunami Macron ma è astensionismo record

Il partito del presidente supera il record di eletti di de Gaulle

Parigi (askanews) - La stella del neo presidente francese Emmanuel Macron non marcia più. Corre, spazza e travolge ogni ostacolo. Il suo movimento, La République En Marche, e i suoi alleati centristi secondo le stime otterranno al secondo turno tra 400 e 445 dei 577 seggi dell'Assemblea nazionale. Più dei 395 ottenuti da de Gaulle quasi cinquant'anni fa.

Il che lascia perplessi. Il generale, nelle prime elezioni legislative della V Repubblica da lui stesso fondata, si presentava come il salvatore della Francia. Il 13 maggio 1958, in piena guerra d'Algeria, era esplosa la collera delle legioni entrate in insurrezione contro i poteri dello Stato. La sinistra sfilava con un imponente corteo di protesta a place de la Rèpublique ma preoccupata e con il naso all'insù, temendo lo sbarco a Parigi dei paras del generale Massu e del colonnello Bigeard. In quelle elezioni, de Gaulle venne plebiscitato come l'uomo che salvava la nazione dalla guerra civile potendo vantare, oltretutto, l'alone leggendario dell'uomo che aveva liberato la Francia dall'occupazione tedesca. Anche se la liberazione della Francia, in realtà, era dovuta alla più grande coalizione militare della storia dell'umanità, guidata dagli Stati Uniti e appoggiata dall'Unione sovietica. Nel palmares di Macron di tutto questo, almeno per ora, non c'è traccia. Eppure il trionfo è indiscutibile.

I risultati del voto parlano chiaro: Macron e i suoi si piazzano in testa con il 32,32% dei voti espressi, davanti alla destra liberale, ferma al 21,56%, e al Front national, pesantemente ridimensionato con il 13,20%. La France insoumise, formazione della sinistra radicale di Jean-Luc Mélanchon, e il partito comunista ottengono assieme il 13,74%.

Il partito socialista dell'ex presidente Francois Hollande, è praticamente scomparso. Controllava la metà dell'Assemblea nazionale, oggi crolla a meno di 40 seggi. Il che desta molta meno stupore. Resta infatti da chiedersi che cosa ci stia a fare in Francia un partito di tradizione socialista in grado di esprimere un presidente della Repubblica il quale, in privato, irride le masse diseredate, definite con disprezzo "senza denti".

L'unica nota stonata per Macron è l'astensionismo che al primo turno ha superato il 50%. Ma per lui il difficile comincia adesso. Dovrà dimostrare di essersi meritato quel consenso di massa e con quella maggioranza non gli verrà perdonato il minimo passo falso.

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