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Ius soli, gli studenti "stranieri" alla prova di maturità

Gli under 18 sperano nella legge in discussione al Senato

Milano (askanews) - Sono 505mila gli studenti alle prese con l'esame di maturità. Tra questi, a misurarsi con la prima prova di italiano ci sono anche i maturandi che vivono in Italia praticamente da sempre ma che possono ottenere la cittadinanza solo dopo il diciottesimo compleanno. Un'occasione per sapere cosa ne pensano della legge sullo ius soli in discussione al Senato. Trekib, 19 anni, maturando a Genova, è nato in Bangladesh, ma vive in Italia da quando ha 5 mesi. Parla 6 lingue. "Penso che i ragazzi che sono nati qua e hanno studiato qua debbano ottenere la cittadinanza più di altre persone che la ottengono solo per prenderla e per andare in altri paesi. Sfruttano la cittadinanza italiana per ottenere il sussidio economico di quel paese".

Kenet, maturando a Milano, è equadoregno di nascita ma parla italiano molto meglio di tanti altri coetanei nati qui. Spera di cuore che la legge sia approvata. "Credo sia giusto. Se uno si adatta al contesto e alla società in cui vive non vedo nulla di male ad ottenere la cittadinanza. Io sono qui da quando sono piccolino, avevo due anni, e per certi versi sono più italiano che equadoregno".

La legge in discussione introduce anche il criterio di ius culturae, della cittadinanza come "diritto legato all'istruzione". Un criterio giusto? "Assolutamente, sì. Credo sia parte dei valori che devi acquisire per avere la cittadinanza".

Per quanto riguarda lo ius culturae, sono circa 166 mila i minori stranieri che hanno completato almeno cinque anni di scuola in Italia, non tenendo conto di ragazzi come Kenet e Trekib che sono ormai maggiorenni.

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