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Corte Suprema Usa: bando musulmani parzialmente in vigore

Trump canta vittoria dopo decisione sul 'muslim ban'

Washington (askanews) - Trump canta già vittoria. La Corte suprema americana, accogliendo la richiesta di esaminarne la costituzionalità, ha ripristinato una parte dell'ordine esecutivo del presidente che prevedeva lo stop temporaneo agli ingressi da sei paesi a maggioranza musulmana, già fermato da due diversi tribunali d'Appello. I cittadini dei sei stati indicati nell'ordine del presidente, soprannominato "muslim ban", Iran, Somalia, Sudan, Yemen, Siria e Libia, potranno entrare in America solo se hanno collegamenti o relazioni negli Stati Uniti (parenti, lavoro). In tutti gli altri casi, coloro che richiedono un visto potrebbero non essere accettati. Questo fino a questo autunno, quando i nove giudici valuteranno se il muslim ban del presidente americano sia o meno incostituzionale.

"La decisione unanime della Corte Suprema è una vittoria chiara per la nostra sicurezza nazionale" ha commentato in una nota a caldo il presidente americano Donald Trump.

"Non posso permettere alle persone che vogliono farci del male di entrare nel nostro Paese. Voglio le persone che possono amare gli Stati Uniti e tutti i suoi cittadini e che saranno duri lavoratori e produttivi" ha aggiunto il Commander in chief.

Insorgono le associazioni a tutela dei diritti umani. "Questo bando contro musulmani e rifugiati è ingiustificato, è anti-americano e noi faremo di tutto nei tribunali e nelle strade per fare in mondo che venga ritirato" ha dichiarato Steven Choi, direttore della Coalizione per l'immigrazione.

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