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Iraq, l'esercito riconquista Mosul ma la città è allo stremo

Il premier Abadi elogia popolo, forze sicurezza e clero

Mosul (askanews) - Le forze di sicurezza irachene sono vicine a riprendere definitivamente il controllo di Mosul, la seconda città del Paese; una "grande vittoria" contro i jihadisti del sedicente stato islamico (Isis), anche se i combattimenti continuano in una città ormai devastata e allo stremo, dove nell'estate del 2014 venne proclamato il Califfato nero dagli uomini di al-Baghdadi.

Il primo ministro iracheno Haider al-Abadi ha elogiato il suo popolo, le truppe e i leader religiosi per "l'ottimo risultato". Ma tra gli scheletri della città vecchia, la polvere, il fumo, il suono delle armi automatiche, dei mortai e degli attacchi aerei mostrano che la battaglia, dopo l'offensiva lanciata il 17 ottobre contro l'Isis, non è affatto finita.

"I civili rappresentano uno degli ostacoli maggiori - spiega un ufficiale - stiamo cercando di farli evacuare se ci sono sacche di resistenza dei nemici vicino alla loro case. Evitiamo che i raid aerei possano colpire zone ancora abitate e facciamo incursioni nelle case per svuotarle. Abbiamo avuto l'ordine di non usare colpi di mortaio e artiglieria pesante quindi i nostri uomini avanzano un po' alla volta mettendo in sicurezza le zone e proteggendo la vita dei cittadini".

Tuttavia, proprio i civili continuano a essere i più colpiti dalla guerra. In meno di due settimane dall'apertura ufficiale del suo ospedale nella parte ovest di Mosul, uno degli unici due funzionanti in questa parte della città, l'organizzazione umanitaria Medici senza frontiere ha fatto sapere di aver trattato oltre 100 pazienti per ferite di guerra, di cui quasi la metà donne e bambini.

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