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Menarini: sosteniamo il fair play nello sport come nella ricerca

Troiano: la correttezza premia dentro e fuori dal campo

Castiglion Fiorentino (Ar) (askanews) - Un impegno costante per la correttezza e la lealtà, dentro e fuori dal campo. È questo il senso del Premio Fair Play Menarini, giunto alla ventunesima edizione, e che ha visto la giuria assegnare il riconoscimento ai campioni capaci di portare avanti messaggi positivi oltre la mera competizione.

Nello sport, come nella ricerca, l'esempio da seguire è quello di chi non cerca scorciatoie ma conta soprattutto sulle proprie potenzialità.

Ennio Troiano, direttore risorse umane del gruppo Menarini: "Noi speriamo sempre che i valori degli sportivi che vincono questo premio siano gli stessi valori dei nostri ricercatori e speriamo anche che possano essere d'orgoglio per noi così come lo sono i nostri ricercatori tutti i giorni".

Tra i premiati, l'ex stella del Milan Zvonimir Boban che non fa mistero di condurre una battaglia per la trasparenza dentro la Fifa da quando ne è stato eletto vicesegretario generale: "Attraverso i veri valori del calcio e nella vita, è una responsabilità verso gli altri. Mio padre mi diceva sempre non pensare di essere unico, se non condividi con gli altri, non arrivi da nessuna parte. Quindi non sono uno special one. Ma cerco veramente di esprimere questi valori ogni giorno nella mia vita".

Intanto Menarini ribadisce di mantenere salde le proprie radici in Italia e di puntare sempre di più sui giovani talenti. "La ricerca è ovviamente un ambito complicato, se pensiamo che solo una molecola su un milione diventa farmaco questo fa pensare quanto debbano essere ingenti gli investimenti in ricerca per riuscire ad ottenere un risultato - ha spiegato - Essere la prima azienda italiana di ricerca farmaceutica è per Menarini un grande orgoglio, significa sicuramente investire per il futuro nostro, dei nostri figli e del nostro Paese".

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