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Milano,Delpini: immaginare società nuova dove nessuno è straniero

Il nuovo Arcivescovo "smarrito di fronte a molteplicità sociale"

Milano (askanews) - La città e la Diocesi di Milano "devono interrogarsi su quale sarà la società dal futuro, su quale volto avrà il mondo": lo ha detto il nuovo Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, presentandosi in Arcivescovado dopo l'annuncio della sua nomina da parte del Vaticano. "Se considero le molteplicità di culture, le differenze sociali, le sacche di povertà, la presenza di tante persone da tante parti del mondo con tradizioni religiose e culturali così diverse mi sembra che la città metropolitana e la Diocesi devono interrogarsi su quale sarà la società del futuro, quale volto avrà il mondo in cui siamo chiamati a vivere. Mi sento un po' smarrito di fronte a questa molteplicità sociale, di tradizioni culturali e sensibilità religiose" ha aggiunto.

"Io e tutti impariamo ad ascoltare persone che parlano lingue per noi difficili da capire, che hanno qualcosa da dire e sono cittadini del futuro. Siamo chiamati ad immaginare la società nuova da costruire e Milano in Italia e in Europa ha la vocazione ad essere capace di immaginare come sarà, con una popolazione composita, capace di vivere insieme, ricca di tradizioni culturali, capace di costruire un'appartenenza unitaria dove nessuno si senta straniero, sopportato o discriminato. Chiederò a tutti, soprattutto a chi viene da tanti Paesi e parla diverse lingue che possano istruirci sulla società da costruire insieme" ha detto in conclusione del suo discorso iniziale.

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