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Fisco, semplificazioni mancate: lettera aperta dei commercialisti

Iniziativa a Milano dell'Ugrc e dell'Ordine professionale

Milano (askanews) - Fisco, ovvero la semplificazione tradita. I commercialisti indirizzano al governo una lettera aperta nella quale hanno raccolto segnalazioni e proteste per il sovraffollamento delle scadenze e il proliferare di norme in materia fiscale, molte delle quali in aperta contraddizione tra loro. Una sorta di appello denuncia nel quale però indicano anche soluzioni e proposte, e invitano l'esecutivo ad accogliere con maggiore attenzione, nella costruzione delle normative, le segnalazioni che arrivano dai professionisti.

L'iniziativa è stata presentata a Milano nel corso di un incontro pubblico dal titolo esplicito: "Lettera aperta a chi fa le leggi, da parte di chi, le leggi, le deve applicare". "Il governo aveva fatto delle promesse, aveva detto che ci sarebbero state delle semplificazioni. Le semplificazioni uscite sembrano peggio di quello che c'era prima - sintetizza Luigi Capuozzo, presidente dell'Unione commercialisti ed esperti contabili di Milano che ha promosso l'iniziativa insieme con Ordine professionale di Milano - Quindi siamo andati a peggiorare le situazioni. Di semplificazione non se ne parla minimamente. Continuiamo ad avere nuovi adempimenti e ad essere tartassati. Questa lettera parte con questo concetto: cercare di raggruppare il più possibile le preoccupazioni e i consigli dei professionisti e indirizzarli a chi fa le leggi per avere qualcosa più tagliato su misura e più conforme per noi professionisti".

"Chiediamo di mantenere le promesse fatte - dice Guido Beltrame, consigliere dell'Ordine dei commercialisti di Milano con delega alla fiscalità - di ascoltare le persone competenti in materia, di ascoltare chi tutti i giorni sul campo deve provare a mettere in pratica delle norme che molto spesso sono in contrasto le une con le altre e che a nostro avviso dimostrano una mancanza di un disegno generale, quanto piuttosto sono un patchwork mal gestito e poco significativo".

L'incontro, aperto con un saluto del presidente della Cassa ragionieri, Luigi Pagliuca, ha visto la partecipazione dei rappresentati di Confindustria e Confcommercio.

Per far fronte agli adempimenti burocratici, le imprese, lamentano, spendono sempre più tempo e denaro: fino a 30 giorni uomo. Una vera propria tassa, secondo altri calcoli, pari al 4 per cento del fatturato.

Alvise Biffi, vicepresidente Piccola Industria - Confindustria, indica nell'attuazione concreta dell'agenda digitale un possibile miglioramento. "Il primo ad investire in questa direzione deve essere il governo - dice - dando gli strumenti corretti alle aziende e non deve ricadere ancora una volta sulle spalle delle aziende che oltre ad aggiornare le proprie procedure devono aggiornare anche singolarmente i propri software per correre dietro a tutti i cambiamenti normativi. Ci vuole semplicità, semplificazione e digitalizzazione".

"Dopo un breve periodo in cui la legislatura sembrava non voler tartassare eccessivamente le impresa, si è ripreso a farlo e alla grande - è, infine, l'analisi di Donatella Prampolini, vicepresidente nazionale Confcommercio - Per cui noi adesso chiediamo non solamente che le semplificazioni vengano attuate, ma che alcune delle promesse, in primis il mancato aumento dell'IVA vengano portate avanti in modo che le imprese possano lavorare con un po' più di tranquillità".

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