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Emergenza incendi, il Vesuvio in fiamme: persi 70 ettari di terra

Abitanti evacuati, la rabbia dei cittadini: dov'è lo Stato?

Napoli (askanews) - "Quello che sta accadendo sul Vesuvio in Campania è vergognoso. Ma dov'è lo Stato quando la gente ha bisogno di loro"?

C'è rabbia e delusione nelle parole di Salvatore Esposito, l'attore protagonista della serie Tv "Gomorra" mentre, dal suo profilo facebook, commenta la tragedia dei roghi che in queste ore stanno letteralmente distruggendo il Parco nazionale del Vesuvio, il vulcano che domina il golfo di Napoli.

Quasi 70 ettari di terra finita in fumo secondo i carabinieri forestali di Napoli. Bellissime pinete ridotte a tizzoni ardenti, animali soffocati dal fumo o bruciati vivi, centinaia di persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni di fronte a un'immagine apocalittica che rievoca, nella mente, quella dell'eruzione che distrusse Pompei ed Ercolano.

E sono più o meno le stesse città di allora quelle tra le più colpite dagli incendi, soprattutto Ercolano, assieme a Torre del Greco e Boscotrecase. A bruciare non sono solo le piante ma anche le discariche abusive create da uomini senza scrupoli sulle pendici del vulcano e che, bruciando, generano fumi tossici, pericolosi quanto e più delle fiamme.

"La maggiore preoccupazione potrebbe essere quella di un giro di vento che da Maestrale potrebbe girare a Levante o a Grecale e trasportare le fiamme verso le case".

"Siamo nel bel mezzo di una vera e propria evacuazione, ormai abbiamo lasciato le case perché non possiamo restarci".

"È normale che ci dobbiamo allontanare. Abbiamo anche degli animali e non sappiamo dove portare gli animali o andare noi stessi. Siamo circondati da fiamme a destra, a sinistra e anche più giù. Non sappiamo cosa fare o dove andare".

Decine i mezzi di Vigili del Fuoco e Protezione civile impegnati per cercare di arginare le fiamme, compresi gli aerei Canadair e i grandi elicotteri Erickson dell'ex Forestale. Molti anche i volontari e gli stessi abitanti della zona che hanno preso secchi e manichette per dare una mano.

La magistratura di Torre Annunziata indaga per stabilire le cause del maxirogo la cui origine potrebbe essere di natura dolosa.

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