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A Palermo si ricorda la strage di via d'Amelio 25 anni dopo

Orlando: "La città è cambiata, non è più governata da mafia"

Palermo, (askanews) - Sono trascorsi 25 anni da quando il pomeriggio del 19 luglio 1992 un'autobomba piazzata in via d'Amelio uccise il giudice Paolo Borsellino, e gli agenti di scorta Claudio Traina, Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela Loi e Vincenzo Li Muli. una strage avvenuta appena 57 giorni dopo quella di Capaci, in cui morì il giudice Giovanni Falcone insieme alla moglie e tre agenti di scorta. una strage i cui contorni, al di là della matrice mafiosa, restano tutt'ora avvolti dal mistero.

Un iter giudiziario tra i più ingarbugliati di sempre, con dieci processi, condanne, ergastoli, assoluzioni e revisioni; imputati finiti al 41-bis ingiustamente, falsi pentiti e collaboratori di giustizia veri, che con le loro parole hanno disegnato lo scenario in cui il giudice Borsellino agiva, ma che non sono stati sufficienti in 25 anni per stabilire la verità.

Il ricordo della strage di via d'Amelio è imprescindibile dalla ricerca della verità per una delle pagine più oscure della storia del paese, come hanno ribadito le personalità giunte sul luogo dell'eccidio per onorare il magistrato.

La presidente della commissione antimafia Rosy Bindi: "C'è ancora molto da fare, siamo qui per questo: siamo qui per dirci, nella memoria di Borsellino e chi lo custodiva, che noi faremo la nostra parte come istituzioni, come cittadini consapevoli che questa è l'unica possibilità di futuro per il nostro paese".

Secondo il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, molte cose sono cambiate in questi 25 anni: "Qui la mafia c'è ancora, ma non governa questa città e non governa la testa dei palermitani, credo che sia un grande passo avanti ma che non deve farci dimenticare questi 25 anni di processi sulla strage di via d'amelio, che hanno registrato falsi pentiti, depistaggi, hanno di fatto prodotto effetti che ricordano una trattativa strisciante tra Stato e mafia"

Presente anche la sorella del giudice, Rita Borsellino: "La ricerca della verità si fa con la verità proponendosi da persone vere - ha detto -. mi aspetto che si trovi verità. Mi auguro che il 26esimo anno si possa celebrare come l'anno della verità".

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