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Ubi Banca, Massiah: con bridge bank perdita inferiore alle attese

Ottimisti sulla realizzazione del piano industriale

Milano, (askanews) - Oltre 155 milioni di euro. E' il risultato netto raggiunto nel primo semestre di quest'anno da Ubi Banca, se si considera il suo vecchio perimetro, al netto dell'acquisizione delle tre bridge banks, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti, avvenuta agli inizi di maggio. Abbiamo chiesto al consigliere delegato dell'istituto, Victor Massiah, di illustrarci i risultati:

"Per quanto riguarda Ubi vecchio perimetro ci troviamo in termini di risultati normalizzati a quasi triplicare i risultati in confronto al primo semestre 2016. Abbiamo un margine di interesse che è in discesa, ma che sostanzialmente migliora nel secondo trimestre in confronto al primo in quanto il margine commerciale tiene, cosa che non succedeva negli altri trimestri precedenti e la leggera discesa è dovuta solo all'alleggerimento della nostra posizione in portafoglio titoli.

Mentre vanno molto bene le commissioni, con una crescita veramente forte, confermando il trend nuovo che già si era visto nel primo trimestre di quest'anno di commissioni superiori al margine di interesse, cosa che storicamente rappresentava un evento eccezionale mentre sembra consolidarsi in tutto il 2017".

Sul fronte dei costi si conferma il trend positivo già avviato negli anni scorsi, mentre è la qualità del credito a mostrare dei segnali rilevanti:

"Molto importante il miglioramento della qualità del credito -ha detto Massiah - in quanto vediamo sia una diminuzione dei nuovi flussi risultato che era stato estremamente positivo nel 2016 e vede un miglioramento nel 2017, vediamo un incremento degli incassi complessivamente una riduzione importante di tutto il portafoglio sia lordo sia netto dei crediti non performanti in una situazione di uscita dalla crisi questa è una cosa molto importante".

Risultati migliori delle attese anche per quanto riguarda l'impatto sui conti delle tre bridge banks, circoscritto al solo secondo trimestre: "Avevamo previsto una perdita significativa nel secondo quarter perchè ricordo che non siamo intervenuti in termini di taglio radicale dei costi e non siamo ancora arrivati al momento della migrazione dei sistemi informativi. In realtà - ha spiegato - la perdita è stata nettamente inferiore a quanto previsto e quindi il contributo negativo decisamente inferiore. Siamo convinti che sia un ritmo sostenibile nel tempo questo evidentemente è un buon segnale che ci rende ottimisti sulla realizzazione del piano industriale".

Con l'ufficializzazione delle acquisizioni delle tre banche lo scorso 10 maggio è iniziato un processo di integrazione che sta rispettando la tabella di marcia, e che ha già visto nascere iniziative commerciali: "Possiamo confermare quello che è il piano previsto cioè integrare il sistema informativo di Banca Marche a ottobre, Banca Etruria a novembre e Carichieti all'inizio del 2018. Dal punto di vista delle iniziative commerciali - ha aggiunto Massiah - quello che i colleghi ci avevano promesso lo stanno facendo: una gran voglia di dimostrare la capacità di essere al passo dei ritmi di Ubi l'hanno dimostrato con le prime iniziative commerciali che hanno avuto risultati migliori delle attese".

Allargando lo sguardo allo scenario macreoeconomico italiano, dove si confermano segnali di crescita costante per quanto lenta, Massiah intravede nell'occupazione giovanile la leva necessaria per far ripartire in maniera decisa il Paese: "L'incremento dei consumi interni dipende dal tasso di occupazione, che sappiamo bene che sta migliorando ma non è ancora adeguato in termini di occupazione giovanile. Dobbiamo tutti contribuire a migliorare la parte di occupazione giovanile perchè è il nostro futuro, nell'ultimo accordo sindacale noi abbiamo previsto dei tagli ma anche l'assunzione di oltre 200 giovani. Cercheremo di dare la nostra mano alla risoluzione di questo problema".

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