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Usa, ancora tensioni fra suprematisti e contro-manifestanti

Manifestazione a Laguna Beach in California

Laguna Beach, (askanews) - Non chiamateci razzisti, dicono: una manifestazione del movimento America First, prima l'America, è scesa in strada a Laguna Beach a sud di Los Angeles, e nel clima avvelenato dopo le violenze di Charlottesville anche i contromanifestanti si sono presentati a protestare con cartelli come Dumb Trump, Trump lo scemo, e invocando il nome di Heather Heyer, uccisa da una macchina a Charlottesville.

Da parte loro i membri di America First espongono cartelli che accusano i media di mentire.

Le tensioni non accennano a diminuire, rinfocolate dall'incapacità del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a prendere una posizione di netta condanna dei cortei filonazisti e razzisti.

I manifestanti negano di essere suprematisti bianchi e hanno evitato i simboli nazisti a Laguna Beach, ma gli slogan sono sempre gli stessi: tutte le colpe sono degli immigrati.

"Gli stranieri illegali che uccidono la gente, è un problema enorme. Ma come vede dai numeri non dà fastidio a molti. Ma ora per via di quello che è successo a Charlottesville... Per me la cosa triste è che dicono apertamente che il loro obbiettivo finale è il comunismo. In questo paese non lo tollereremo".

"Dopo quello che è successo a Charlottesville, la gente pensa che tutti quelli di destra siano pieni di odio, membri del Ku KLux Klan, suprematisti bianchi, nomi orrendi, ma non è così. Ai nostri cortei ci sono 50, 100 persone e sono eventi molto pacifici. Ma adesso qui tutti cercano di creare problemi."

"Adesso non si nascondono la faccia e credo che sia per quello che ha detto il presidente. Pensano che sia ok venir fuori senza nascondersi".

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