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Torna il buon vecchio Trump: media furfanti, autori di fake news

Comizio a Phoenix: ho condannato razzismo, suprematisti e KKK

Phoenix, Arizona (askanews) - Il presidente statunitense Donald Trump a Phoenix non delude la folla dei suoi entusiasti sostenitori. Trasformato rispetto all'uomo che solo due giorni prima aveva cercato di spiegare in maniera sobria e moderata la nebulosa strategia della sua amministrazione in Afghanistan, Trump, caricato a molla dalla folla, è tornato alla sua più consona e apprezzata foga istrionica lanciando attacchi a palle incatenate contro i media statunitensi senza risparmiare nemmeno diversi esponenti del suo partito.

Davanti a migliaia di simpatizzanti, il presidente ha difeso con estremo vigore la sua reazione dopo gli incidenti di Charlottesville, negando di non avere condannato il razzismo dei suprematisti bianchi. Offrendosi un bagno di folla molto ben gradito, Trump ha passato i tre quarti d'ora del suo discorso staffilando i media, le elites finanziarie e la "palude di Washington", aizzando il pubblico come nelle ore più belle della sua campagna presidenziale.

Soprattutto i media sono entrati nel mirino della sua furia, bollati come disonesti, furfanti e maledetti autori di fake news soprattutto per avere evitato di riportare la sua condanna del razzismo e del Ku Klux Klan.

"I media disonesti, e intendo i giornalisti intenzionalmente disonesti che producono fake news, raccontano solo bugie" ha detto Trump. "In molti casi non hanno alcuna fonte. Dicono 'una fonte ha detto che ', ma non è vero. Non raccontano i fatti. Come non hanno voluto riportare che mi sono dichiarato fortemente contrario all'odio, alla bigotteria e alla violenza e ho duramente condannato i neo-nazisti, i suprematisti bianchi e il Ku Klux Klan".

A margine degli attacchi ai media, Trump ha ribadito che il muro al confine con il Messico verrà terminato anche se dovesse costargli lo "shutdown" del governo, vale a dire la mancata approvazione del bilancio che bloccherebbe ogni attività dell'amministrazione, e si è detto molto pessimista riguardo alla rinegoziazione del Nafta, il trattato di libero scambio commerciale tra Stati Uniti, Canada e Messico.

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