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Prevedere i terremoti? Per molti vulcanologi in futuro si potrà

O quantomeno è il momento di provarci

Roma, (askanews) - "Sicuramente in questo momento i terremoti non sono prevedibili, e rimarranno non prevedibili sicuramente per molto tempo; molti ricercatori in sismologia ritengono che i terremoti non saranno mai prevedibili, ma c'è una parte della comunità scientifica, una parte significativa, di cui io faccio parte che pensa che i terremoti saranno prevedibili": così Antonio Piersanti, sismologo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che oggi, ad un anno dal sima del 24 agosto dell'Italia centrale ha aperto le porte per illustrare gli studi e le analisi svolte.

"Lo pensiamo - spiega - perché la terra invia una serie di segnali prima di qualsiasi accadimento di origine naturale, lo fa prima di un'eruzione e anche prima dei terremoti, il problema è che è molto difficile misurare questi segnali e quando ci abbiamo provato, impegnando tutte le nostre forze, alla fine degli anni 70, non eravamo pronti: il livello tecnologico della strumentazione sul campo e la capacità di calcolo in remoto erano assolutamente troppo basse". E "quel fallimento che ha durissimamente colpito la comunità sismologica ha avuto effetti che si ripercuotono ancora oggi, ma adesso - assicura il sismologo - è il momento di riprendere questa battaglia".

E "la raccolta dati è un aspetto fondamentale per qualsiasi ricerca sul terremoto e in particolare per la ricerca sulla previsione dei terremoti, ed è uno degli aspetti in cui l'Ingv eccelle".

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