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Sgombero rifugiati, ong contro istituzioni: "Vergogna per Roma"

La vicenda anche in prima pagina sul Guardian online

Roma, (askanews) - E' finito anche sulla prima pagina del Guardian online lo sgombero dei rifugiati da piazza Indipendenza a Roma: all'alba del 24 agosto la polizia è intervenuta per allontanarli dal campeggio improvvisato sulla piazza, e dall'immobile di via Curtatone, già svuotato il 19 agosto e dove erano rimaste una sessantina di donne, bambini e anziani. Gli idranti della polizia contro le sassate e le minacce con bombole di gas dei rifugiati. In tutto, quasi duecento persone. Ahmad al Rousan, mediatore culturale di Medici senza Frontiere.

"Erano per la maggior parte se non la totalità, titolari di un titolo di protezione, quindi rifugiati o altro tipo di protezione, di nazionalità eritrea e dell'Etiopia."

L'intervento su questi cittadini stranieri, come li definisce una nota stampa della polizia, si sarebbe reso "necessario e urgente" dopo il rifiuto della sistemazione offerta dal comune di Roma. Secondo i rifugiati, sono stati offerti solo alloggi temporanei fuori della provincia o addirittura in un centro di prima accoglienza.

"Facendoci fare un salto indietro nel tempo, persone che hanno intrepreso un percorso di integrazione; molti bambini andavano alle scuole qua vicino.

Maurizio Debanne di Intersos, altra ong che da mesi seguiva i rifugiati del palazzo. "La pagina di oggi, di questi giorni è una vergogna per la città di Roma e per l'Italia perché una situazione del genere con persone venute in Italia perché scappate dalla guerra in Eritrea... noi siamo riusciti a cacciarli per strada. Sicuramente l'occupazione di questo stabile non poteva protrarsi troppo a lungo ma un'altra soluzione era possibile, e non la si è cercata; ora la si sta cercando quando purtroppo i disordini sono già avvenuti".

Adesso piazza Indipendenza è vuota e ripulita. Incerta invece la sorte dei rifugiati; per donne e bambini si cerca una soluzione. "Attualmente le persone sono sparse per tutto il quartiere, ci sono gruppetti sparsi in tutta la città. Ci hanno detto che si affideranno al Signore: non sanno assolutamente cosa potrebbe succedere di loro. Parliamo di rifugiati, quindi persone bisognose di protezione; non è una bella pagina per tutti".

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