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Roma, da 15 giorni accampati in Chiesa. "Cacceranno anche noi?"

Un'ottantina di persone nel porticato di Santissimi Apostoli

Roma, (askanews) - Divieto di fermata fino a cessate esigenze abitativa. La soluzione sembra ancora molto lontana. Queste persone, circa un'ottantina, si sono accampate sotto il porticato della Basilica dei Santissimi Apostoli, in pieno centro a Roma, oramai da quasi quindici giorni. Non vedono via d'uscita, si sentono abbandonati dalle istituzioni e sono preoccupati, all'indomani dello sgombero di piazza Indipendenza.

Qui non ci sono rifugiati, ma storie di povertà. Michela è romena, una figlia di 9 anni, abita da tanti anni a Roma. Era alloggiata da quattro anni nell'edificio ex Inps di Cinecittà, da dove sono stati sgomberati.

"Non sanno niente, pensano solo a sgomberare e a menare le persone e metterle in carcere. Non trovano altra soluzione per noi e per i bambini che stanno sulla strada".

La tendopoli sotto il porticato di Santi Apostoli è stata citata anche dal vescovo ausiliario di Roma, monsignor Lojudice, che si è detto sgomento dopo i fatti di piazza Indipendenza, offrendo l'apporto della Chiesa per creare dialogo e soluzioni concrete. Per Michela, il timore è che ora la polizia arrivi anche qui:

"Come è stato fatto con loro possono farlo con noi. Tanto a loro non interessa niente nè dei bambini che stanno sulla strada. Sono arrivati all'improvviso, prima ci hanno staccato la corrente. A noi interessava un tetto sopra la testa. Ora da settembre inizia la scuola, mancano pochi giorni, che facciamo con i bambini?"

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