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Sgombero rifugiati a Roma, ora il rimpallo della politica

Presidio ONG a piazza Indipendenza; non c'è soluzione

Roma, (askanews) - Piazza Indipendenza, il giorno dopo lo sgombero dei rifugiati: un presidio per chiedere la tutela delle centinaia di persone cacciate dall'immobile che occupavano da quattro anni in via Curtatone. Molti hanno dormito dietro la stazione Tiburtina, per moltissimi una sorte ancora incerta, spiega Maurizio Debanne di Intersos.

"In molti hanno trovato rifugio presso la comunità eritrea di Roma, molte famiglie hanno aperto le porte soprattutto a donne e bambini, altri sappiamo che hanno accettato le proposte fatte dal Comune, molti si sono dispersi nella città.

I bambini nell'immobile erano circa trenta, e la situazione non è risolta: "Non c'è ancora una soluzione di accoglienza per queste persone, che sono scappate dall'Eritrea, in Italia si sono viste riconoscere lo status di rifugiato, e l'Italia li ha cacciati per strada. Le istituzioni sono sempre più sorde ai principi e alle esigenze umanitarie" ribadisce Debanne.

Le polemiche politiche infuriano. Se è stato il ministero dell'Interno guidato da Marco Minniti a ordinare lo sgombero, il suo compagno di partito Matteo Orfini presidente del PD scrive su Facebook che non si può ridurre un dramma sociale a un problema di ordine pubblico

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QUI A 1:24 INSERIRE LE IMMAGINI DELLA POLIZIA CON I CERCHI ROSSI E IL SEGUENTE TESTO:

UPS SONORO

La polizia di Stato intanto ha diffuso di nuovo le immagini degli scontri in piazza Indipendenza a dimostrazione della violenza impiegata da alcuni dei rifugiati, sia dentro che fuori l'immobile di via Curtatone: lanci di pietre e bombole del gas. Quattro persone sono state fermate e le immagini della polizia indicano in un cerchio rosso tre di loro, fra cui una donna.

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E il capo della polizia Franco Gabrielli attacca: ci saranno stati anche errori nello sgombero, ma la colpa è a monte di chi non ha trovato una soluzione alternativa.

Dai 5stelle, il vicepresidente della Camera Luigi di Maio difende la sindaca Raggi: lei si deve occupare prima di tutto dei cittadini romani.

In questo rimpallo di responsabilità si misura il vuoto politico, mentre in piazza Indipendenza la signora eritrea Asafash che ha vissuto lo sgombero racconta: "Le violenze di questi giorni una cosa da spaventare. Siamo spaventati, bambini, ragazze, donne incinte, tutti siamo spavantati. Io voglio che anche l'Europa veda questa cosa che hanno fatto. Fa schifo questa cosa che hanno fatto".

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