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In pellegrinaggio alla Mecca nell'era dei social network

Si prega in diretta streaming con amici e parenti rimasti a casa

La Mecca (askanews) - Il pellegrinaggio alla Mecca per i musulmani, nell'era degli smartphone e dei social network, si fa anche in maniera virtuale, grazie alle applicazioni che consentono di effettuare videochiamate e dirette live con chi è a migliaia di km di distanza. Così si prega in diretta streaming con amici e parenti rimasti a casa

Come Abdul, che è arrivato alla Mecca dalla Tanzania e che, grazie al suo smarthpne consente di vivere l'esperienza anche al figlio Nabil di 18 anni o come Mohammed, pellegrino malese.

"Sono in diretta con mio figlio in Tanzania - dice Abdul - appena arrivato in questo luogo santo l'ho chiamato per mostrargli le immagini dal vivo del nostro arrivo e della nostra felicità per il fatto di essere qui".

"Ho scattato un sacco di fotografie e le ho postate su Instagram e su Facebook - aggiunge Mohammed - così i miei amici nel mio Paese possono vederle e vivere in qualche modo questa bellissima esperienza anche se non sono potuti venire qui".

La pratica si è talmente diffusa che è diventata un'occasione di business anche per le agenzie che propongono dei pacchetti di giga per la connessione a internet per far sì che i pellegrini non spendano una fortuna con il roaming.

Selfie e video si contano a migliaia non solo nei luoghi di pellegrinaggio ma anche nei centri commerciali dove i fedeli improvvisamente interrompono lo shopping e, iPhone alla mano, srotolano i tappeti per le loro preghiere quotidiane.

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