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"Il contagio", il film che entra nella Roma del "mondo di mezzo"

Presentato a Venezia film di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini

Roma (askanews) - E' Roma, tra delinquenza e eroismo quotidiano, criminalità e potere, periferia e centro, la vera protagonista de "Il contagio", il film di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini presentato alla mostra di Venezia, nei cinema dal 5 ottobre. E' ispirato al romanzo di Walter Siti, che presagiva dieci anni fa cosa sarebbe accaduto nella città, la Mafia Capitale, il mondo di mezzo, l'alto e il basso che si contagiano.

In una palazzina di borgata, tra vite ai margini, vive anche il professor Walter, scrittore di estrazione borghese che ha una relazione con Marcello, ex culturista dalla sessualità incerta, mentre Mauro, freddo e ambizioso spacciatore, sembra il solo a sentire la necessità di una svolta. Vinicio Marchioni, Anna Foglietta e Maurizio Tesei sono i protagonisti del film.

"E' tutto estremamente vero, reale, a Roma diciamo che ce sta, perché è quella roba lì. - ha detto Tesei - Andare a interpretare una realtà così forte. Una realtà viscerale, una realtà e poi trascinare sullo schermo e lasciare lo spettatore, in questo senso noi ci auguriamo e speriamo ma con un po', togliendo le false modestie, sappiamo che questa realtà siamo riusciti a riportarla".

"Purtroppo tutta la merda di questo Paese sta a Roma e noi la mangiamo tutti i giorni. - ha affermato Marchioni - E il fatto che il cinema sia lo spazio fedelissimo della realtà, come è sempre stato, dagli albori del cinema fino ad oggi, credo che questo Paese sia nella merda fino al collo e che questa merda si riproduca quotidianamente a Roma".

"Continuare a difendere a oltranza una città indifendibile la trovo la prima grande causa del nostro cancro. - ha concluso Foglietta - Non è solo politica la causa, la causa è anche sociale, collettiva. Siamo complici del degrado sociale nel quale vive la nostra città. Non la sponsorizzo più, non la scuso più".

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