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LA MOSTRA DEL CINEMA

Clooney show a Venezia: io ottimista ma in America c'è rabbia

Presentato il suo film "Suburbicon" da una sceneggiatura dei Coen

C'è una "nuvola nera" sopra agli Stati Uniti, "la gente è arrabbiata, con se stessa e per la direzione in cui stanno andando il Paese e il mondo". Che George Clooney sia politicamente impegnato non è una novità, e la conferma viene dal suo ultimo film da regista, il sesto, 'Suburbicon', presentato in Laguna e in concorso alla 74esima Mostra del cinema. La sceneggiatura è firmata dallo stesso Clooney, dai fratelli Joel e Ethan Coen, che la idearono negli Anni ottanta per poi lasciarla chiusa in un cassetto, e da Grant Heslov. Protagonisti l'amico di lungo corso Matt Damon, Julianne Moore, Noah Jupe e Oscar Isaac.

Suburbicon è una pacifica e idilliaca comunità periferica caratterizzata da case a buon mercato e giardini ben curati, il luogo perfetto dove crescere una famiglia. È esattamente quello che stanno facendo i Lodge nell'estate del 1959, ma la comunità si dimostra non così idilliaca quando si trova a dover accogliere la prima famiglia nera della zona.

"Siamo dovuti crescere con il peccato originale della schiavitù e il fatto che abbiamo orientato male la nostra attenzione, accusando solo le famiglie afro-americane dei nostri problemi", ha sottolineato Clooney, che, come ha raccontato, è cresciuto negli anni Sessanta e Settanta, durante l'ascesa dei movimenti per i diritti civili e quando la segregazione nel Sud era ancora enorme. I bianchi "sentivano che stavano perdendo i loro privilegi e accusavano a torto le minoranze".

Se il divo ha evitato di citare il presidente Usa, uno dei produttori del film, Grant Heslov, ha raccontato che quando hanno iniziato a lavorare sul progetto Donald Trump "ha cominciato a parlare di costruzione di muri" e hanno quindi considerato che "doveva essere presa una posizione". "La gente dice che le nuove generazioni devono essere migliori e più ugualitarie, ma l'unico modo per raggiungere questo obiettivo è che la vecchia generazione lo sia", è stato il monito di Julianne Moore, anche lei in Laguna, "noi, come genitori, dobbiamo essere attivi nell'educazione, dobbiamo agire e non aspettare che siano le nuove generazioni a farlo".

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