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Andrea Segre: perché le merci possono muoversi e le persone no?

Esce in sala il 7 settembre il suo film "L'ordine delle cose"

Roma, (askanews) - "Integrazione, accoglienza sembrano delle parole positive contro respingimento e repulsione: in realtà secondo me dobbiamo spostare il dibattito. Molte persone che conosco che vorrebbero viaggiare, non hanno voglia di essere accolte, hanno voglia di viaggiare, hanno voglia di raggiungere, come Suada, un parente, un amico, una città dove sanno che c'è qualcuno che gli può dare un lavoro, hanno voglia di muoversi a volte anche per amore, non soltanto per dolore e quindi dobbiamo riflettere su come noi riusciamo a costruire un mondo in cui il diritto alla mobilità diventi più ampio possibile": lo ha dichiarato il regista di "Io sono Li" (2011) e "Mare chiuso" (2012). Andrea Segre ha presentato in Senato il suo ultimo lungometraggio "L'ordine delle cose", già presentato a Venezia e che vede protagonista un alto funzionario del ministero degli Interni specializzato in missioni internazionali contro l'immigrazione irregolare che ha il volto di Paolo Pierobon. Nel cast anche Giuseppe Battiston, Valentina Carnelutti e Roberto Citran.

"E' una trasformazione epocale, sì certo, ma d'altronde la maggior parte dei vestiti che ho indosso sono fatti dall'altra parte del mondo, perché i prodotti e le merci si possono muovere, le persone no? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre, non se fare accoglienza o respingimento, altrimenti stiamo sempre un po' fermi", ha aggiunto l'autore de "La prima neve" (2013). Il film "L'ordine delle cose", che ha il patrocinio di Amnesty International Italia, esce in sala il 7 settembre.

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