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Migranti, il film di Andrea Segre trasforma i numeri in persone

In Senato "L'ordine delle cose", in Libia area di concentramento

Roma, (askanews) - Anteprima speciale in Senato del film di Andrea Segre "L'ordine delle cose" (in sala dal 7 settembre), film già presentato a Venezia che vede protagonista un alto funzionario del ministero degli Interni specializzato in missioni internazionali contro l'immigrazione irregolare che ha il volto di Paolo Pierobon (il Silvio Berlusconi della serie tv "1993"). Nel cast anche Giuseppe Battiston, Valentina Carnelutti e Roberto Citran. Il regista veneziano, che nel 2012 aveva già raccontato i tragici respingimenti in mare nell'era di Berlusconi-Gheddafi con "Mare Chiuso", spiega:

"Siamo sempre un po' alla stessa storia purtroppo, molto triste che diventa sempre più triste e che essenzialmente lascia da parte non solo i diritti ma proprio le storie delle persone ed è quello che l'ordine delle cose cerca di fare, cioè di trasformare questi numeri in due persone: un poliziotto che deve fermare e una donna che vuole raggiungere suo marito. Quando due persone si incontrano questa storia fatta di numeri inizia a scricchiolare, inizia a fare male, questo è quello che mi auguro il film aiuti a far comprendere, ci aiuti a riflettere tutti insieme per immaginare un altro ordine delle cose e non questo".

Il film ha il patrocinio di Amnesty international Italia. Il suo direttore Gianni Ruffini:

"Finalmente questo film mette in luce una delle conseguenze delle politiche adottate dal governo italiano, con il sostegno anche di altri governi europei nei confronti della migrazione di rifugiati. La creazione di fatto di una grande area di concentramento in Libia.

A Palazzo Giustiniani anche la portavoce di Unhcr, Carlotta Sami:

"Il film di Segre segna un punto importante in un clima che si sta creando sempre di più, che è un po' quello della negazione o di ignorare o pensare che ciò che accade lì non ci riguardi. I trafficanti cercheranno sempre di trovare vie alternative e in queste vie le persone moriranno".

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